Business delle mascherine, frodata Regione Lombardia: la Finanza di Como sequestra di 3,3 milioni di euro

Indagini della Procura lariana: nei guai il titolare di una ditta milanese

Su disposizione della Procura di Como le fiamme gialle lariane hanno provveduto a bloccare e a sequestrare 3 milioni e 356mila euro depositati sul conto corrente di una società milanese che aveva ricevuto da una società partecipata  da Regione Lombardia l'affidamento per l'importazione e la fornitura di mascherine, tute protettive e camici da destinare agli ospedali lombardi. La cifra sequestrata è solo una parte dei soldi che la ditta milanese, accusata di frode, aveva ricevuto in anticipo, vale a dire 10 milioni e 490mila euro.

La frode

L'accusa di frode è scattata quando si è visto che la ditta milanese era inadempiente: nonostante avesse ricevuto il pagamento anticipato tardava a fornire i dispositivi di protezione individuale (dpi) anti-covid richiesti. Le indagini coordinate dal sostrituto procuratore di Como, Valentina Mondovì, hanno permesso alla guardia di fiunanza lariana di appurare come la società indagata avesse mentito sulla destinazione di alcuni dpi, al fine di beneficiare delle procedure veloci di sdoganamento della merce. Infatti, i recenti decreti del presidente del consiglio dei ministri hanno introdotto procedure più snelle per lo sdoganamento di mascherine, guanti, tute protettive destinate agli ospedali. La società milanese, invece, in due episodi riguardanti l’importazione di 622mila mascherine, aveva mentito sulla destinazione di ben 42mila mascherine, con lo scopo di consegnarle a imprese private, ubicate in Puglia e Lombardia, per finalità speculative.

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Le indagini e l'arresto

Le indagini sono state condotte in un ambito più ampio che ha toccato anche un giro di abiti contraffatti scoperto dalla guardia di finanza di Como. L'accusa per la società milanese e per il titolare - che è stato arrestato - è di frode nelle pubbliche forniture (articolo 356 del codice penale).

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