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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Cronaca

La mamma di Yuri rompe il silenzio: "Non ci può essere perdono, chi lo ha ucciso merita l'ergastolo"

L'incontro con il giovane che ha provato a salvarlo

In un incontro commovente con il ragazzo che ha provato a salvare il figlio, la mamma di Yuri Urizio, Giovanna Nucera, rompe il silenzio. La donna abbraccia il giovane che ha provato a strappare il cameriere comasco di 23 anni dalle mani di quello che poi diventerà il suo assassino. È in lacrime il ragazzo che è riuscito a richiamare l'attenzione e a far arrivare una pattuglia della polizia e poi i soccorsi sul luogo dell'aggressione.

Giovanna lo abbraccia: "Ti ringrazierò tutta la vita, dice la donna in lacrime, sei stato il suo ultimo miracolo, l'ultimo gigante buono che ha visto. Non pensare neanche per un attimo di non aver fatto abbastanza". 

Sempre durante l'incontro, come si è appreso ieri dalla trasmissione Rai Ore 14, la mamma ha spiegato che non potrà mai perdonare e che si augura che a Cubaa Bilel, il 28enne tunisino che ha picchiato a morte il figlio, venga dato l'ergastolo: "Lui lo ha voluto ammazzare. Io ho un dolore che è più forte di qualsiasi disgrazia. Gli auguro un ergastolo. Mi auguro che gli venga dato l'ergastolo. Questa città non riesce a essere sicura per un ragazzo di 23 anni che cammina in una Darsena. Non ci può essere perdono". 

Sette lunghissimi minuti

Yuri Urizio è stato ucciso in mezzo alla strada, in Darsena, punto nevralgico della movida di Milano. Il 23enne, morto dopo due giorni di agonia al Policlinico, sarebbe stato strangolato per sette lunghissimi minuti dalle mani di Cubaa Bilel, tunisino di 28 anni. Dalle 3.52 alle 3.59 di mercoledì, il 28enne avrebbe soffocato il cameriere di origini comasche con una "stretta a modo di tenaglia" mentre la vittima lentamente si spegneva fino a rimanere immobile. 

Gli instanti in cui si è consumato l'omicidio si fanno via via più chiari grazie al racconto di un testimone e alle immagini riprese da una telecamera di sicurezza della zona di viale Gorizia, come riportato nell'ordinanza del gip di Milano Angela Minerva. Solo all'arrivo della volante di polizia, il tunisino avrebbe liberato Urizio. Gli agenti a quel punto capiscono che il 23enne è incosciente e gli praticano il massaggio cardiaco fino a quando intervengono anche i soccorritori di Areu (Agenzia regionale emergenza urgenza). Sono loro a trasportare la vittima in coma farmacologico al Policlinico, già in gravissime condizioni. 

Il funerale dovrebbe tenersi a Como ma si attende il nulla osta della procura. Intanto proseguono le indagini perché sono ancora molti gli aspetti da chiarire su questa aggressione mortale. 

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