Cronaca

L'uomo che ha sparato alla piccola Denise voleva colpire un cartello stradale

Per ora è in carcere come indiziato  di delitto per lesioni personali aggravate e detenzione illegale di munizioni. l. Z., impiegato di 50 residente a Monte Olimpino, ha ammesso di avere utilizzato un'arma da fuoco la sera del 28 giugno per...

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Per ora è in carcere come indiziato di delitto per lesioni personali aggravate e detenzione illegale di munizioni. l. Z., impiegato di 50 residente a Monte Olimpino, ha ammesso di avere utilizzato un'arma da fuoco la sera del 28 giugno per festeggiare la vittoria dell'Italia. E' stato con ogni probabilità un copo sparato a 150 metri di distanza a colpire e ferire Denise C., di 10 anni, mentre si trovava a bordo dell'auto con i suoi genitori. Secondo quanto comunicato dai carabinieri l'uomo avrebbe voluto mettere alla prova la propria mira puntando contro il palo di un cartello stradale.

Nella sua abitazione i carabinieri hanno trovato 13 armi tra fucili e pistole, tra queste anche la carabina calibro 22 con la quale avrebbe esploso il colpo che ha ferito la bambina. Per risalire all'uomo i militari non hanno solo vagliato i vari porti d'arma rilasciati a residenti nella zona di Monte Olmpino, ma hanno anche utilizzato complesse ed avanzate tecniche balistiche con l'uso di un puntatore laser che con buon margine di correttezza ha individuato il punto da cui è provenuto lo sparo. E' stata fatta una vera e propria simulazione cercando di ricreare le condizioni della sera dello sparo. E' stato quindi utilizzato un bambino dell'età e dell'altezza di Denise, fglio di un carabiniere.

L'uomo tra l'altro aveva trasformato la propria abitazione in una sorta di poligono con tiri a segno a pochi metri da casa. Per i carabinieri si è trattato di una lotta contro il tempo per il timore che episodi analoghi si potessero ripetere nel caso di una vittoria dell'Italia in finale.

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