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Lungolago, la frusta "nascosta" per Lucini nella nota Guerra-Braga. Rilettura cattivissima

Il direttore della Struttura di Missione per le infrastrutture idriche, Mauro Grassi, l'aveva già detto abbastanza chiaramente nella lunga intervista rilasciata alla nostra testata: l'ipotesi di un commissariamento del Comune o della Regione...

L'inizio del comunicato diramato ieri sera è soft: "L'incontro con il direttore dell'Unità di missione Mauro Grassi - dicono i due parlamentari - è il seguito del confronto istituzionale che abbiamo aperto da tempo con il Governo e con ANAC. La Struttura di missione Italia Sicura, dipendente direttamente da Palazzo Chigi, ha chiesto la convocazione di un incontro ad ANAC, Regione Lombardia e Comune di Como, che sono gli enti attualmente responsabili del progetto".

"L'iniziativa dell'unità di missione - aggiungono i due parlamentari - è un'opportunità importante, da non sprecare e ci auguriamo che possa aiutare a sbloccare una situazione di stallo, come è già avvenuto per decine di cantieri in tutta Italia, con il coinvolgimento delle istituzioni titolari dei progetti. Il Governo è attento alla situazione di criticità che riguarda la città e lo dimostra anche questa iniziativa formale dell'Unità di missione". In questo secondo virgolettato, qualcosa di meno neutro già si delinea, ad esempio quel passaggio affatto casuale sulla "opportunità importante da non sprecare" che pare più una presa per il bavero degli attori in causa che non una gentile raccomandazione, a prima vista.

paratie-19feb16-5Ma poi, ecco il passaggio clou: "È bene ribadire - concludono i deputati democratici - che l'eventuale commissariamento da parte del Governo, di Comune e Regione sarebbe comunque l'estrema soluzione, nel caso ci si dovesse scontrare con l'incapacità degli enti preposti di far fare un passo in avanti alla situazione attuale di incompatibilità del progetto di variante con la normativa vigente sugli appalti". Davvero difficile archiviare come causale il riferimento alla eventuale "incapacità degli enti preposti di far fare un passo in avanti alla situazione" posto quasi a suggerire - con maggior "ferocia" a Palazzo Cernezzi e solo dopo a Palazzo Lombardia - che a Roma i deputati stanno tentando di mettere una pezza ai disastri comunali (soprattutto) e regionali, e che ulteriori prove locali di "incapacità" non sarebbero tollerate. O, comunque, sarebbero esse stesse la causa di un commissariamento a quel punto meritato.

maroni-lucini-11feb15Interpretazioni troppo cattive? Forse. Eppure una terza stilettata nemmeno troppo nascosta che pare diretta al sindaco Mario Lucini affiora anche nel passaggio sulla "attuale incompatibilità di progetto di variante con la normativa vigente sugli appalti", affermazione con cui si ribadisce chiaramente - come peraltro stabilito dall'Anac a gennaio - che l'operazione terza perizia di variante tutta "marchiata Lucini" si è rivelata e continua a rivelarsi un pasticcio irrisolto. Per di più in conflitto esattamente con quel nuovo Codice degli Appalti su cui Chiara Braga, quale responsabile dell'Ambiente a livello nazionale del Pd, si è spesa in prima persona a nome del governo da cui ora il Comune vorrebbe l'aiuto decisivo.

Insomma, Roma forse darà davvero l'input essenziale - tramite Anac - perché sul lungolago torni a manifestarsi la vita in tempi ragionevoli. Ma a livello politico il prezzo per quella eventuale riaccensione delle ruspe potrebbe essere altissimo a Palazzo Cernezzi.

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