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Lucini svela l'arcano: "A giugno dirò se mi ricandido". E apre a tecnici esterni per le paratie

Alla fine, il sindaco Mario Lucini l'ha detto: "Entro giugno dirò se mi ricandido". E' accaduto ieri sera durante la quindicinale trasmissione dedicata al primo cittadino da Espansione Tv e condotta dal collega Andrea Bambace. Il quale, peraltro...

Alla fine, il sindaco Mario Lucini l'ha detto: "Entro giugno dirò se mi ricandido". E' accaduto ieri sera durante la quindicinale trasmissione dedicata al primo cittadino da Espansione Tv e condotta dal collega Andrea Bambace. Il quale, peraltro, è riuscito dove cronisti cartacei o immateriali avevano finora trovato un muro, a conferma che Enzo Jannacci non sbagliava quando diceva che "la televisiun la g'ha na forsa de leun".

Acsm-sedeAd ogni modo, Lucini ha fissato la meta: il mese prossimo la città, i partiti che lo sostengono, gli elettori di tutti gli schieramenti e pure i cronisti di varia foggia sapranno se intende riproporsi per altri cinque anni alla guida di Como oppure opterà per il buen retiro. Ma non soltanto di questo pur cruciale appuntamento ha parlato il sindaco, peraltro proiettato negli schermi di salotti e tinelli cittadini dopo i peggiori 15 giorni del mandato. Dal flop della delibera su Acsm Agam, passando per l'addio alla mostra di Villa Olmo, per l'ipotesi di risarcimento formulata nei confronti di giunta ed ex dirigenti delle paratie per un totale di 2,9 milioni, fino al rogo alla Santarella, su Palazzo Cernezzi si è abbattuta una gragnuola di colpi in grado di stendere il migliore dei pugili. In apparenza, non Lucini però. Il quale, tra ironie sulla "congiunzione astrale" e convinzione che il centrosinistra "abbia davanti un anno dove potremo raccogliere tutto quanto seminato finora lavorando tutti insieme in questa direzione, dividendoci le difficoltà e aiutandosi a migliorare", non trasferiva l'idea dell'imminente passo d'addio.

paratie-19feb16-5Come detto, diversi i nodi toccati dal primo cittadino. Dal dramma politico consumatosi in aula su Acsm Agam ("Resta il rammarico per un'occasione persa che secondo noi era vitale per dare un futuro alla società, ai lavoratori e per un radicamento maggiore sul territorio dell'azienda"), fino a un apparente scarso convincimento sulle posizioni degli uffici comunali che chiedevano un bando pubblico per la selezione della prossima mostra ("Le procedure ritenute indispensabili dagli uffici ci esponevano a un rischio di insuccesso dell'ultimo momento che sarebbe stato più problematico del fermarsi prima, anche se altrove si riesce a operare con altre modalità"); per passare poi alla "amara sorpresa" degli inviti a dedurre spediti in Comune dalla Corte dei Conti per l'accordo bonario con Sacaim relativamente al cantiere delle paratie ("L'accordo era stato avviato a novembre 2011 e poi chiuso un mese prima delle elezioni dalla precedente amministrazione e secondo quanto prospettatoci dagli uffici a quel punto per noi era giocoforza dari riscontro alla somma definita; tra l'altro alcuni assessori ancora non hanno ricevuto nulla ed entro il 21 maggio dobbiamo controdedurre").

sopralluogo-paratie-7giu15-5Sempre sul lungolago, inoltre, il sindaco - nel commentare le dimissioni dai rispettivi ruoli dei dirigenti Antonio Ferro (Rup) e Pietro Gilardoni (direttore dei lavori), finora senza successori - ha scherzato dicendo che "non c'è la fila dietro la porta per prendere il loro posto, vista anche la vicenda della Corte dei Conti" e poi ha affermato che "proseguono i contatti frequenti con la Regione per definire una strategia comune anche sulla gestione tecnica del cantiere; tra l'altro in Regione c'è stato un valzer dei dirigenti quello del settore Territorio è stato spostato altrove così non abbiamo nemmeno un interlocutore diretto. Comunque - ha proseguito Lucini - stiamo cercando di individuare i nuovi tecnici prima di tutto a Como ma sentendo anche in Regione Lombardia, tanto più che il Rup deve essere necessariamente un tecnico in servizio nell'amministrazione di Como direttamente o in comando (tramite trasferimento, ndr); per il direttore dei lavori c'è la possibilità di una più ampia di scelta ma andare verso un incarico esterno sarebbe lungo, complicato e costoso quindi cerchiamo personalità interne o tramite la collaborazione di altri soggetti istituzionali". Apertura piuttosto clamorosa, quest'ultima, che sembra decretare il cadere di ogni barriera sull'ipotesi dell'arrivo a Como di tecnici esterni per rianimare il cantiere delle paratie. Oppure, nell'interpretazione più "cattiva", potrebbe somigliare alla rassegnazione circa il possibile commissariamento di Regione o governo del cantiere maledetto.

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