Cronaca

Lucini scrive a Renzi: "Oltre 130 euro a comasco per il Fondo di solidarietà. Insostenibile"

Per ogni 637 euro mediamente versati nel 2015 da ogni comasco per la somma di Imu, Tasi e Irpef, soltanto 504 resteranno effettivamente nelle casse di Palazzo Cernezzi. E ben 133 finiranno invece a Roma, nel grande (e misterioso) calderone romano...

Per ogni 637 euro mediamente versati nel 2015 da ogni comasco per la somma di Imu, Tasi e Irpef, soltanto 504 resteranno effettivamente nelle casse di Palazzo Cernezzi. E ben 133 finiranno invece a Roma, nel grande (e misterioso) calderone romano del cosiddetto Fondo di solidarietà comunale (il totale a carico di Palazzo Cernezzi è oltre gli 11 milioni). "E a oggi - dice il sindaco di Como, Mario Lucini - nessuno, né i parlamentari, né l'Anci, né lo Stato stesso hanno mai saputo spiegarci con precisione i criteri di calcolo del fondo e perché esistano enormi sperequazioni tra città e città". Divari che effettivamente fanno di Como - con i suoi 133 euro pro capite "presi" da Roma - la sesta città italiana che paga di più. Senza un vero perché, onestamente, almeno a vedere l'enorme mole di dati estratti dal sito ufficiale del ministero dell'Interno, nella sezione finanza locale, dal sindaco stesso assieme al capogruppo di Como Civica, Marco Tettamanti.

Molte le cifre mostrate a video. Alcuni confronti con capoluoghi lombardi e non soltanto sono effettivamente impietosi: i varesini versano 83 euro a testa, i bergamaschi 69, i pavesi 42; e, nel complesso, dopo Milano, Como è la città lombarda che versa di più in assoluto.

"Il meccanismo e il peso del Fondo di solidarietà sono due temi che mi affliggono da tempo - ha affermato Lucini nell'illustrare le cifre - La questione è già stata trattata con parlamentari, Anci e Stato stesso ma tuttora resta in buona parte oscura la spiegazione inequivocabile sulla leggibilità e sugli aggiornamenti dei criteri per la determinazione degli importi". Da qui, ecco la decisione di scrivere al premier Matteo Renzi, "non per fare guerre ad altre città, ma per trovare una soluzione istituzionale a un problema e certamente anche per una esplicita richiesta d'aiuto".

"Ho chiesto al presidente del Consiglio il suo intervento per una questione urgente che sta mettendo ogni anno di più l'amministrazione in difficoltà nel rispondere alle legittime richieste dei cittadini. E' urgente - ha specificato Lucini - la definizione di nuovi criteri per le somme da attribuire al Fondo di solidarietà comunale, pur senza mettere in discussione il principio della redistribuzione delle risorse per ridurre le sofferenze dei comuni più deboli. Però è inaccettabile la sperequazione che esiste tra comuni simili, vicini e con storie paragonabili. Il nostro disagio è accresciuto dal fatto che nonostante la manovra impopolare fatta nel 2014, quest'anno abbiamo dovuto fare tagli per 4 milioni sulla spesa corrente su un totale di 90. La difficoltà di far quadrare i conti senza tagliare servizi ci porta quindi a esplicitare in maniera forte il nostro disagio per arrivare a una revisione di criteri a oggi inspiegabili, ingiusti e insostenibili".

Qui potete leggere la lettera integrale di Lucini a Renzi mentre cliccando qui avete le cifre del Fondo per tutti i capoluoghi italiani.

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