Cronaca

L’omicidio di Brambilla, per il Pm Arrighi ha premeditato

Dopo 5 mesi di indagini il pubblico ministero di Como, Antonio Nalesso, ha chiuso l'inchiesta sull'omicidio di Giacomo Brambilla, benzinaio della Shall di via Paoli, ad opera di Alberto Arrighi, titolare dell'omonima armeria di via Garibaldi. Per...

Dopo 5 mesi di indagini il pubblico ministero di Como, Antonio Nalesso, ha chiuso l'inchiesta sull'omicidio di Giacomo Brambilla, benzinaio della Shall di via Paoli, ad opera di Alberto Arrighi, titolare dell'omonima armeria di via Garibaldi. Per Arrighi i capi di imputazione si sono aggravati: il Pm sostiene la premeditazione.

Omicidio premeditato - Sono principalmete tre l ragioni a sostegno della tesi della premeditazione. 1) Arrighi aveva attirato Brambilla (con il quale aveva alcuni rapporti di affari) nel negozio di via Garibaldi in un giorno d chiusura. 2) Aveva preprato precedentemente l'arma (una pistola) con la quale ha ucciso il benzinaio. 3) Aveva prepratao in anticipo i sacchi neri usati per nascondere il corpo. Inoltre, Arrighi è accusato di distruzione di cadavere e vilipendio di cadavere.

Le accuse per il suocero - Anche il suocero di Arrigi, Emanuele La Rosa, titolare della pizzeria La Conca d'Oro, è accusato dal Pm di vilipendio di cadavere e distruzione di cadavere. Aiutò, infatti, il genero a nascondere la testa mozzata di Brambilla nel forno della sua pizzeria per distruggerla e lo aiutò a occultare il cadavere nei pressi di Domodossola. Adesso gli avvocati difensori sia di Arrighi che di La Rosa hanno venti giorni di tempo per presentare evntuali memorie difensive e per chiedere di interrogare gli indagati, poi la Procura potrà presentare la richiesta di rinvio a giudizio.

Il delitto - Era l'1 febbraio 2010 quando Alberto Arrighi ha sparato tre colpi di pistola alla testa di Brambilla nel negozio di armi di via aribaldi a Como. Arrighi tagliò la testa alla vittima e insieme al suocero cercò di eliminare le prove. La testa fu messa nel forno della pizzeria La Conca d'Oro di Senna Comasco. Due giorni dopo le indagini avevanbo già condotto ad Arrighi che in carcere è crollato e ha confessato. Le telecamere del nbegozio hanno ripreso addirittura le macabre immagini del delitto e della decapitazione.

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