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Lo studio di Unioncamere, Liuc e Regione che fa a pezzi l'effetto-Expo sul turismo

Esiste uno studio del luglio scorso, forse finora ingiustamente sottovalutato, che indaga il cosiddetto effetto-Expo sul turismo lombardo e dunque ovviamente anche comasco. Eppure, a dispetto di quelle micro-statistiche diramate di volta in volta...

Esiste uno studio del luglio scorso, forse finora ingiustamente sottovalutato, che indaga il cosiddetto effetto-Expo sul turismo lombardo e dunque ovviamente anche comasco. Eppure, a dispetto di quelle micro-statistiche diramate di volta in volta dalle agenzie immobiliari o simili pubblicizzate all'estremo da molti media, qui gli autori non sono proprio di secondo piano: Unioncamere Lombardia, la Liuc-Università Cattaneo, Regione Lombardia. Soggetti che, a loro volta, danno origine a T.R.A.V.E.L., ossia - riportiamo testualmente - "un sistema di rilevazione congiunturale delle dinamiche turistiche alimentato da un'indagine campionaria trimestrale articolata in due sezioni: l'indagine presso le strutture ricettive finalizzata a ricavare in tempo pressoché reale uno spaccato della loro performance in atto e delle loro aspettative di breve-medio periodo; e l'indagine presso i turisti/visitatori del territorio lombardo orientata a monitorare le attitudini, le preferenze e il grado di soddisfazione di coloro che fruiscono dell'offerta turistica lombarda, sia per motivazioni d'affari, sia per godere del proprio tempo libero". In questo caso - destinato a risultare amaro al dogmatico e acritico popolo degli Expottimisti, almeno sotto il profilo turistico - l'analisi rientra nella prima casistica, ossia il sondaggio sugli operatori del turismo.

Ebbene, lo studio di Travel analizza la stagione primaverile, ossia aprile (mese senza Expo), maggio e giugno (entrambi a Expo pienamente in corso).

Il primo dato è positivo ed è il raffronto con l'identico periodo del 2014: in provincia gli arrivi sono cresciuti del 4.9% negli alberghi e dello 0.6% nelle strutture extralberghiere. Dati buoni a cui se ne aggiungono altri altrettanti buoni riferiti alle presenze: +9.6% negli hotel, ancora +0.6% nelle altre strutture. Deprezzamento dell'Euro, stagione climaticamente molto migliore di quella di un anno fa flagellata dalle piogge sono indicati tra i motivi alla base della buona performance.

Alla voce "permanenza media", il dato non è esaltate: 2.28 giorni tra Como e provincia, con gli stranieri che rappresentano il 51.3% di chi si ferma sul Lario.

Se si toglie il "prefisso" Expo, lo studio di Unioncamere, Regione e Liuc lancia un segnale di ottimismo generale sul futuro: il 38.8% degli operatori lariani interpelllati si dice ottimista sul presente e sul futuro del turismo in provincia, il 55.1% ipotizza una stabilità, mentre soltanto il 6.1% si attende o percepisce segnali di un calo del turismo. Complessivamente, una base che induce a guardare con qualche giustificato sorriso al domani. expo-sigrisi E veniamo a Expo. Secca la domanda posta agli operatori del turismo comaschi: "Quale impatto può avere Expo 2015 sulla performance delle strutture ricettive lombarde?". Le risposte dei lariani sembrano ben poco fraintedibili: per il 4.1% l'impatto è e sarà molto buono; per l'8.2% abbastanza buono; per il 34.7% modesto; ma addirittura per il 49% non si avvertità "nessun impatto"; non ha risposto il 4.1%. Insomma, per l'83.7% degli operatori lariani interpellati su questo punto, Expo cambia e cambierà poco o nulla in relazione ad arrivi e presenze di turisti. Il che più che una bocciatura del mitologico effetto-Expo in chiave turistica, ne sembra una stroncatura in senso pieno (che pure nulla toglie al successo o al gradimento dell'esposizione milanese in sé, ovviamente, se rapportata a visitatori sostanzialmente locali). In questo, il giudizio scritto dello studio in questione, allargato a tutta la regione, è esplicito: "Scetticismo diffuso tra gli operatori della ricettività in merito all'impatto che Expo 2015 può avere sui volumi di turisti in entrata nelle strutture ricettive. Più del 50% (degli operatori interpellati in tutta la Lombardia, ndr) ritiene che Expo non avrà alcun impatto e soltanto il 17.5% si dichiara abbastanza o molto ottimista su tale ricaduta. Milano, Lodi e Monza Brianza esprimono le valutazioni più favorevoli, Estremamente scettici i territori della montagna lombarda (Sondrio, Bergamo, Lecco e Brescia) e buona parte dei territori padani (Mantova e Cremona più degli altri)". Il che giustificherebbe anche una statistica seguente che, in merito alla politica dei prezzi delle strutture ricettive sul territorio, vorrebbe gli operatori aver mantenuto in larghissima maggioranza i prezzi pre-Expo (77.6%), averli diminuiti in piccola parte (4.1% del totale) e soltanto al 14.3% averli rincarati sebbene entro un massimo del 10%. turisti-funicolare E pensare che - quasi in apparente contraddizione - in primavera, secondo l'analisi, addirittura l'80,5% dei turisti, nel momento dell'apertura di Expo, è giunto da Paesi stranieri (sebbene con una preponderanza pari al 35.5% di europei), cosa che farebbe pensare, in qualche modo, alla teorica fondatezza - in origine - di un legame virtuoso tra esposizione e arrivi. Il che non toglie che l'ultima statistica sia un'altra poco positiva per Como e provincia: i turisti infatti - nella scorsa primavera, almeno - si sono fermati al 18.4% per una sola notte e al 30.6% per due notti. Insomma, resta la sensazione che fermarsi sul Lario più di 48 ore sia ancora cosa rara. Expo o non Expo. Cliccando qui avete lo studio in forma integrale.
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