Cronaca

L'infopoint sospeso nel porticato del Broletto (e scartato dal Comune) protagonista a Firenze

Proprio nei giorni di infuocate polemiche sull'infopoint al Broletto, uno dei progetti a suo tempo scartati dal Comune in favore di quello visibile oggi si è preso una bella rivincita a livello nazionale. Il lavoro messo a punto...

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Proprio nei giorni di infuocate polemiche sull'infopoint al Broletto, uno dei progetti a suo tempo scartati dal Comune in favore di quello visibile oggi si è preso una bella rivincita a livello nazionale. Il lavoro messo a punto dall'architetto comasco Marco Castelletti - lo potete vedere nei 3 rendering in alto - è stato "ospite illustre" al 13° convegno "Identità dell'architettura italiana" svoltosi a Firenze il 3 e 4 dicembre scorsi. Il professionista comasco, espressamente invitato all'evento che ha radunato una sessantina tra architetti e docenti delle facoltà di Architettura delle principali università italiane, ha potuto mostrare e illustrare il suo lavoro proprio perché si inseriva nel tema centrale dell'appuntamento, ossia come coniugare il nuovo con l'antico.

"E' stata senza dubbio una bella soddisfazione - commenta Castelletti - In effetti il progetto che preparai per rispondere all'invito del Comune aveva proprio l'obiettivo di integrare l'antichità del Broletto e la modernità del nuovo infopoint in vetro e metallo, che rimaneva sospeso all'interno del porticato, sopra il pavimento. Il tutto, garantendo la reversibilità, perché volendo la struttura sarebbe stata removibile". Come noto, il Comune alla fine scelse il progetto - oggi visibile - presentato dallo studio dell'architetto Darko Pandakovic. "Forse, mentre ai tempi erano in corso le polemiche sull'opera di Libeskind, la mia proposta era troppo coraggiosa e pericolosa per il Comune, in un momento molto delicato. Cosa penso dell'infopoint poi realizzato (nella foto sopra)? Come ho già detto, non ho nulla contro il professionista e il suo progetto, naturalmente - conclude Castelletti - ma ho sempre sostenuto che ho trovato alquanto discutibile la procedura scelta dell'amministrazione, i tempi imposti, i vincoli in rapporto al grande lavoro chiesto ai professionisti e agli studi".

Ai tempi, l'architetto scrisse anche una lettera pubblicata sul suo sito, che riproponiamo integralmente.

Mi sento preso in giro ora che vedo il risultato e credo che come me siano rimasti delusi anche altri professionisti invitati.

Premetto che non ho niente contro il progettista selezionato, ma la mia critica va all'amministrazione di Como che ha bandito una gara fissando parametri e criteri precisi che poi sono stati disattesi.

Mi spiego meglio: il 29 agosto ricevo dal comune di Como una lettera di invito per partecipare alla selezione per la stesura del progetto per un infopoint turistico.

Era scritto nel bando di prevedere "la collocazione dello spazio infopoint al piano terra porticato del Broletto" e "di dimensionare lo spazio prevedendo n. 3 postazioni di operatori turistici con relativa strumentazione, arredi per l'esposizione di depliant e oggettistica e materiale turistico e di includere una superficie a shop dedicata ad essere dotata di tutti gli impianti per potervi soggiornare durante l'anno", ed ancora viene riportato che " la commissione assegnerà il punteggio massimo alla proposta che avrà ricercato soluzioni di leggerezza e trasparenza, anche mediante l'impiego di tecniche costruttive innovative abbinando l'utilizzo di materiali di pregio, nonchè soluzioni che risultavano complementari ed integrative del complesso monumentale adiacente in modo armonico" il tutto per un importo lavori previsto di euro 360.000,00.

Il progetto doveva essere consegnato il 18 settembre ed era prevista una rapida decisione, in due sedute pubbliche la prima il 22 settembre e la seconda il giorno dopo, 23 settembre.

Di primo acchito ho avuto dubbi sulla opportunità di inserire un infopoint nel porticato, ma poi mi sono ingegnato nel trovare una soluzione che non chiudesse il porticato e lasciasse inalterata ed aperta la visuale percettiva tra gli edifici storici e gli spazi pubblici: un architettura sospesa e reversibile senza toccare le murature ed i soffitti, che trae ispirazione dalla antica tecnica della vetrata a rulli attraverso il ridisegno in chiave contemporanea dell'affascinante legame tra vetro e metallo. Dopo la prima seduta pubblica tutto si blocca e il comune rimanda la decisione a data da definire, passa un mese e il 22 ottobre veniamo convocati in comune per la comunicazione del risultato.

Oggi vedo sul suo giornale un'immagine del progetto selezionato e mi rendo conto non solo che l'infopoint non è collocato nel porticato del Broletto, ma lascia inalterata la situazione esistente chiudendo solo con dei vetri quello che è già chiuso da una cancellata e allora mi domando: sarà possibile inserire in quello spazio di 35 mq (e non 70 mq) già occupato dalla scala e dall'ascensore, tutte le funzioni previste dal bando?

Valeva la pena scomodare 6 studi di architettura per questo risultato, quando una tale soluzione poteva essere redatta dando direttamente l'incarico al professionista di fiducia o dagli uffici comunali?

Non so quale logica ha portato la commissione giudicatrice dopo un mese di consultazioni ad una simile scelta, ma è certo che il risultato non soddisfa le richieste fissate dal bando.

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