Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

L'erbese Giovanna Lanzavecchia arrestata in Turchia. Il padre: "Presto a casa"

Ha solo 22 anni e ha già alle spalle una storia pesante, una di quelle che non si dimenticano e che probabilmente racconterà per tutta la vita, se ne avrà voglia. Giovanna Lanzavecchia, di Caslino d'Erba, è detenuta in Turchia, ad Istanbul, in una...

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Ha solo 22 anni e ha già alle spalle una storia pesante, una di quelle che non si dimenticano e che probabilmente racconterà per tutta la vita, se ne avrà voglia. Giovanna Lanzavecchia, di Caslino d'Erba, è detenuta in Turchia, ad Istanbul, in una cella in attesa di tornare a casa. pkkE' stata arrestata perché accusata di avere fatto propaganda al PKK. Il padre Marco è stato intervistato a "Effetto giorno" su Radio 24 dove si è mostrato positivo e fiducioso nel rientro in Italia della figlia entro mercoledì. Ha spiegato che Giovanna è appassionata alla causa del popolo curdo ma solo da un punto di vista umanitario e che le affermazioni che le sono costate l'arresto non avrebbero mai fatto riferimento esplicitamente al PKK. Poi il padre ha spiegato che Giovanna non si trova in un vero e proprio carcere ma in un centro di espulsione. Qui di seguito un estratto dell'intervista del padre per gentile concessione della redazione di Effetto giorno.

"Dopo l'attentato che c'era stato la mattina ha avvertito che la situazione anche a Istanbul non era bella. Infatti aveva già acquistato un biglietto aereo per ritornare su Berlino immediatamente perché diceva "no qua c'è un'aria che si taglia con il coltello, la gente è spaventata, son tutti preoccupati, non potrei certo godermi la vacanza". Quindi noi l'aspettavamo praticamente per il giorno dopo". Quando avete saputo dell'arresto? "Noi abbiamo avuto sentore che esistevano dei problemi sabato sera, perché la ragazza ha contattato sua sorella dicendo che non avrebbe più avuto la possibilità di contattarla e che l'aveva presa la polizia turca. Sua sorella è stata un po' più furba di lei e immediatamente ce ne ha parlato, noi abbiamo contattato il consolato italiano a Istanbul dove abbiamo parlato con un numero d'urgenza di una funzionaria estremamente cortese e professionale, e questa è una cosa che ripeterò allo sfinimento, che ci ha richiamato dopo un'oretta e ci ha ragguagliato della situazione. In pratica pare che la ragazza abbia manifestato la sua opinione negativa a proposito della repressione che riguarda il popolo curdo, ma genericamente senza parlare di Pkk o di altri partiti. Lei è appassionata della causa del popolo curdo genericamente ma la vede come una questione umanitaria. Poi nel caso specifico devo dire che io ritengo, e glielo dirò quando penso e spero che presto la rivedrò, che è assolutamente inopportuno prendere delle posizioni di questo tipo in paesi stranieri dove tu sai fino ad un certo punto che cosa è permesso e cosa non è permesso. In Turchia siamo stati anche insieme e lei sa benissimo che in Turchia il vilipendio allo Stato turco piuttosto che alla persona di Ataturk ecc. ecc. sono considerati dei delitti e dei delitti gravi. Quindi io mi stupisco, e la perdono solo perché ha 22 anni, che lei si sia permessa di fare le osservazioni di questo tipo". Cosa le succederà? "Dovrebbero espellerla con l'interdizione a rientrare nel Paese per 5 anni. Devo dire che questo, nelle attuali condizioni, è anche un segno di un atteggiamento fortemente collaborativo da parte delle autorità turche nel senso che nel contesto attuale della situazione turca e con la specificità delle leggi turche il fatto che si limitino a espellerla, secondo me sono molto gentili".

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