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Pd, il leggendario discorso di Furgoni: "No ai Tafazzi. Il partito non fa schifo, è l'unico vero"

Pd, il leggendario discorso di Furgoni: "No ai Tafazzi. Il partito non fa schifo, è l'unico vero"

Pd, il leggendario discorso di Furgoni: "No ai Tafazzi. Il partito non fa schifo, è l'unico vero"

Si narra che venerdì sera, durante la tesissima assemblea provinciale del Partito Democratico, il sindaco di Cernobbio, Paolo Furgoni, abbia pronunciato un discorso definito da qualcuno dei presenti "leggendario". Toni forti, rudi, persino...

Si narra che venerdì sera, durante la tesissima assemblea provinciale del Partito Democratico, il sindaco di Cernobbio, Paolo Furgoni, abbia pronunciato un discorso definito da qualcuno dei presenti "leggendario". Toni forti, rudi, persino sferzanti a tratti. Rivolti - come torrenti in fuga dal fiume in piena, a dispetto dell'aria tipicamente mite del personaggio - alla controparte (il sindaco di Cernobbio, 3 sere fa, è stato l'alfiere della maggioranza interna al partito che sostiene Angelo Orsenigo a nuovo segretario provinciale e il voto in assemblea provinciale per arrivare al risultato, in contrapposizione allo sfidante e attuale vicesegretario dem Riccardo Gagliardi, che invece sperava in una vittoria che demandasse a un congresso vero e proprio e non all'assemblea stessa la prossima elezione del successore di Savina Marelli).

"Leggendario? E perché? - risponde scoppiando in una fragorosa risata Paolo il mite, smessi i panni della "belva" - Ho detto soltanto quello che pensavo fosse giusto. Al limite, può solo darsi che, vista la natura non pubblica dell'assemblea, abbia usato qualche espressione diretta e senza perifrasi. Ma nulla di più". Eppure, a 3 giorni di distanza, da entrambe le parti ogni ricostruzione parte dal discorso di Furgoni: chi perché innervosito da toni e contenuti, chi perché entusiasta. savina-marelli-25giu15 "Se dovessi fare una sintesi - racconta il sindaco di Cernobbio - direi che un concetto che ho voluto ribadire è che io, a differenza di altri, non avrei mai affermato che il mio partito fa schifo, concetto invece apparso in un documento programmatico che ha avuto anche grande diffusione sui social network (il riferimento è al documento diffuso da Riccardo Gagliardi, che abbiamo pubblicato integralmente qui ndr). Per carità, ognuno ha le sue idee ma fare il Tafazzi proprio non mi piace e non penso che il Partito Democratico faccia così schifo come lo si dipinge addirittura dall'interno, persino avendo ruoli nazionali. Anzi, credo esattamente l'opposto: è l'unico partito vero rimasto in circolazione". Impossibile non richiamare le parole messe nero su bianco da Gagliardi, che ha parlato della "realtà di oggi ci consegna purtroppo un'altra immagine di partito, chiuso nei propri stanchi rituali e nella difesa di feudi sempre più ristretti, incapace e tardivo nel rispondere alle dinamiche politiche, con una ancora non sufficiente capacità di elaborazione autonoma di temi da fare propri". Parole durissime, chiaramente dirette alla direzione politica uscente (a partire dall'ormai ex segretaria provinciale, Savina Marelli) fino ad evocare la catena di comando del Pd attuale, da Luca Gaffuri a Stefano Fanetti, passando proprio per Furgoni. muro-berlino-ajani-lucini "E invece - ribadisce il sindaco di Cernobbio - io ho voluto esplicitamente ringraziare Savina, che potrà piacere o meno, potrà fare più o meno breccia sui mass media, ma nel concreto ha portato il Pd comasco a risultati impensabili solo pochi anni fa. E se certamente questo è accaduto anche per una situazione generale e per il cosiddetto effetto-Renzi, sarebbe bene non dimenticare che vittorie importanti, come quella di Como e nella stessa Cernobbio, sono avvenute prima del boom. A volte sembra che i voti non contino nulla, e invece pesano. La stessa Marelli alle Regionali del 2013 riuscì a prendre 3.100 voti, pur dovendo fare i conti con una lista dove, per esempio, venne inserita Rosangela Arrighi che pescava dal suo stesso bacino. Non si può dimenticare tutto, insomma". gagliardi-pd Gagliardi - nel documento per la segreteria firmato tra gli altri dai deputati Chiara Braga e Mauro Guerra - affermò anche che "il Pd non rappresenta, soprattutto per l'elettorato giovanile, il partito di riferimento; negli stessi organismi del partito a Como fa fatica ad emergere una classe dirigente nuova, che trova invece nell'impegno amministrativo spesso un naturale alveo in cui incanalarsi". Anche venerdì, Furgoni ha ribattuto secco sul punto: "Non so che partito vedano gli altri, io vedo un Pd ricco di giovani, bravi e spesso capaci proprio negli ultimi anni di svolgere attività politica sul territorio, di crescere e di assumere ruoli importanti a livello amministrativo e istituzionale. Insomma, qualcosa di molto diverso da chi vede i giovani come qualcuno da cooptare per poi "segarli" alla prima occasione utile. Ricordo anche che nello stesso documento si parlava di un Pd visto come un carrierificio. Beh,quando lo vedo sostenere da chi è molto esperto in materia...proprio non riesco ad apprezzare il senso di certe affermazioni".

Ultima battuta sulla decisione presa con uno scarto di 5 voti venerdì scorso sull'elezione del nuovo segretario in assemblea e non tramite congresso. "Premetto che non ho nulla di personale con nessuno - chiude Furgoni - e non ero nemmeno contrario in assoluto al congresso, era una strada. Però si è votato, non si può dire sia stata una scelta antidemocratica, tutto qui"

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