Le immagini (forti) dopo il rogo che ha ucciso 60 capre. "Non siamo riusciti a salvarle"

Arse vive da un rogo che ogni probabilità è di origine dolosa. Le carcasse delle oltre sessanta capre morte nell'incendio di una stalla di via Piave a Cadorago (frazione di Caslino al Piano) giovedì pomeriggio erano ancora lì, a testimoniare...

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Arse vive da un rogo che ogni probabilità è di origine dolosa. Le carcasse delle oltre sessanta capre morte nell'incendio di una stalla di via Piave a Cadorago (frazione di Caslino al Piano) giovedì pomeriggio erano ancora lì, a testimoniare la violenza e il dramma vissuto dalla famiglia Sonvico che gestisce un'azienda agricola. Andrea Sonvico è ancora incredulo: "Nel tardo pomeriggio, poco dopo che aveva fatto buio, un vicino di casa ha visto del fumo. Quando siamo corsi a vedere le fiamme erano già divampate. Sono riuscito a liberare e a salvare i vitelli e le pecore, ma per le capre non c'è stato niente da fare. Erano tutte gravide, è stato bruttissimo essere impotenti mentre morivano una ad una divorate dal fuoco. Qualcuna per lo spavento ha partorito prematuramente e ovviamente per i capretti non c'è stato nulla da fare".

L'odore di che si respira nei pressi della stalla di via Piave non è più quello tipico dei luoghi d'allevamento. Quell'"odoraccio" che per quanto sgradevole è spesso sinonimo di natura e antiche tradizioni, ha lasciato spazio a un odore ancora più sgradevole, un odore lugubre. "Domani - spiega Sonvico - porteremo via tutte le carcasse che verranno smaltite secondo apposite procedure".

L'ipotesi del dolo è stata ventilata dai vigili del fuoco che hanno constatato come siano stati due e ben distanti tra loro i focolai dai quali è divampato il grosso incendio. "Negli ultimi tempi - ha raccontato Sonvico - ci sono stati rubati alcuni piccoli vitelli. Abbiamo così deciso di lasciare liberi i cani di notte per impedire ai ladri di avvicinarsi ai nostri animali ma forse non abbiamo fatto altro che indispettire qualcuno. Non so cosa pensare".

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