Lanternata non autorizzata al Tempio, denunciato organizzatore

La Polizia di Stato, grazie all’immediato avvio di una indagine poi durata alcuni mesi, coordinata dalla locale Procura e condotta dagli uomini della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Como, ha individuato la persona che nel giugno di...

lanterne-cinesi-libeskind-3

lanterne-cinesi-libeskind-2La Polizia di Stato, grazie all’immediato avvio di una indagine poi durata alcuni mesi, coordinata dalla locale Procura e condotta dagli uomini della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Como, ha individuato la persona che nel giugno di quest’anno aveva organizzato l’evento cittadino subito battezzato come “Lanternata sul Lago di Como” con il lancio in aria di centinaia di lanterne cinesi: piccoli aerostati vietati dalla legge poiché incendiari. Per limitare il lancio delle lanterne incendiarie nella serata del 7 giugno era stato necessario l’intervento di varie pattuglie della Polizia di Stato, in particolare di tutta la Squadra Volanti della Questura, con l’ausilio di tutte le pattuglie disponibili anche di altre Forze di Polizia ed anche dei Vigili del Fuoco.

Alla manifestazione mai autorizzata dal Questore, ricordiamo organizzata grazie al servizio “eventi” del social network Facebook, avevano partecipato circa tremila persone richiamate dal passaparola e dall’enorme visibilità che questo strumento permette di ottenere. In questi giorni la Polizia Postale ha deferito alla Magistratura E.S., un ventottenne comasco appartenente allo staff di un’agenzia pubblicitaria della provincia. L’agenzia, comunque, sembrerebbe estranea ai fatti poiché E.S. avrebbe agito per conto proprio pur utilizzando anche gli strumenti e la connessione internet dell’ufficio ove lavora. E’ stato proprio tracciando le connessioni internet che la Polizia di Stato ha potuto risalire ai dispositivi in uso all’organizzatore del pericoloso evento pubblico, nonostante E.S. il giorno dopo avesse tentato di rimuovere da Facebook il proprio profilo internet ed anche l’evento Facebook. I reati contestati vanno dall’istigazione alle accensioni pericolose all’avere promosso una manifestazione senza darne preavviso al Questore

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