Lago di Como invaso dai turisti, ma per gli addetti ai lavori i servizi sono carenti

Diffusi i dati 2016 sul turismo a Como: flussi in crescita del 5,1%.

Tanti turisti ancora sul lago di Como

Lago di Como ancora affollato dai turisti: anche se i mesi prettamente estivi si sono conclusi e settembre è ormai iniziato, la città e i paesi del Lario continuano ad essere invasi dai turisti.

Famiglie, giovani ma anche tanti gruppi ancora girano per il centro storico, visitando chiese e piazze. O fanno una capatina a Brunate in funicolare. Ma soprattutto prendono d'assalto il lago, con gite in battello e passeggiate.

Tanti i fattori che hanno giocato in questo boom: la situazione internazionale che ha fatto calare le mete esotiche, la presenza di molti vip internazionali attirati dalle bellezze del Lario che portano pubblicità al territorio, l'estate particolarmente felice dal punto di vista climatico.

Una degna conclusione di un'estate 2017 andata davvero bene, come confermano gli addetti ai lavori, ma per consolidare i risultati e crescere servono maggiori servizi. A dirlo è Andrea Camesasca, delegato al turismo di Confcommercio Como con analogo incarico in Camera di commercio: "Come strutture e infrastrutture non siamo ancora a buoni livelli. L'arredo urbano deve migliorare, la Navigazione non funziona: non si possono ancora neppure fare i biglietti online. Pensate che l'ultimo traghetto per Como da Bellagio a luglio è alle 17.30: di cosa stiamo parlando? Fuori da Como non ci sono nemmeno taxi. Non usiamola più la parola turismo. Abbiamo un bel territorio - rincara Camesasca- però per vincoli, obblighi, pastoie burocratiche, non voglia, non riusciamo ad emergere. Non riesco a essere soddisfatto se aumentiamo del 5-10 %, va fatto un nuovo sistema in cui gli imprenditori devono avere la possibilità di investire, ma il pubblico deve fare il pubblico con infrastrutture, gestione dei servizi e Navigazione in primis che devono essere efficienti".

"La cosa più importante comunque - gli fa eco Giovanni Vanossi, delegato al turismo per la Provincia di Como- è la sinergia tra enti pubblici e privati. Dobbiamo lavorare insieme e promuovere tutti lo stesso brand, che è quello del lago di Como, il "Lake Como". I turisti non distinguono tra comuni o province, per loro è tutto lago di Como. Spingere altri brand va contro le logiche di marketing territoriale. Bisogna investire tutti nella stessa direzione, uniformando ad esempio la cartellonistica, e potenziando la parte lecchese che può diventare una grande risorsa".

Dati 2016

Intanto Regione Lombardia ha diffuso i dati ufficiali dei flussi turistici del 2016. In tutta la Regione le presenze turistiche (ovvero il numero di notti trascorse dai clienti) anche nel 2016 hanno superato i 37milioni. Nell’ultimo anno si contano quasi 3 milioni di presenze in più rispetto al 2014 (+8,5%). Rispetto al 2015 la riduzione è stata contenuta (-1,8%).

Gli arrivi turistici (ovvero il numero di turisti arrivati che hanno fatto il check in nel periodo considerato) nel 2016 hanno fatto registrare una crescita significativa rispetto al 2014 (+9,4% pari ad oltre 1 milione e 300 unità), hanno comunque mantenuto il livello raggiunto nell’anno di EXPO 2015, seppur con un lieve decremento (-1,5%).

In provincia di Como nel 2016 le presenze sono state 2.874.038, contro i 2.760.074 del 2015.  Gli arrivi sono passati da 1.068.723 nel 2015 a 1.122.972 nel 2016. Sul Lario la parte del leone la fanno come sempre gli stranieri, sia per il numero di arrivi che di presenze. Come tipologia di sistemazione vengono ancora preferiti gli alberghi rispetto alle altre strutture ricettive

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