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"La rivolta dei profughi a Tavernola con lancio di vestiti in strada? Una bufala totale"

"La rivolta dei profughi a Tavernola con lancio di vestiti in strada? Una bufala totale"

"La rivolta dei profughi a Tavernola con lancio di vestiti in strada? Una bufala totale"

Un rivolta dei profughi al centro dei Salesiani di Tavernola per indumenti non graditi, gettati in strada per protesta? No, per niente. A dire una parola definitiva sulla vicenda - riferita ieri dal "Giornale d'Italia" fondato da Francesco Storace...

Un rivolta dei profughi al centro dei Salesiani di Tavernola per indumenti non graditi, gettati in strada per protesta? No, per niente. A dire una parola definitiva sulla vicenda - riferita ieri dal "Giornale d'Italia" fondato da Francesco Storace e avvolta da subito da mille dubbi e incongruenze - pensano oggi l'associazione "Il Focolare" che gestisce la struttura e il Comune di Como. Nessuna rivolta per i vestiti "non graditi" e nessuna "bomba sociale" innescata, dunque. Semplicemente, la raccolta nel giardino della residenza di abiti da buttare.

"Si tratta di una notizia falsa e priva di alcun fondamento - spiega Giovanni Mazzoleni dell'associazione Il Focolare - Quello che succede da sempre, dappertutto, è che per motivi igienici i vestiti con cui i profughi arrivano, vengono tutti buttati. I sacchi, però, non vengono messi in strada, mai. Qui a Tavernola li abbiamo portati nella nostra area di raccolta rifiuti, che è all'interno del parco. Nessuna azione di protesta, quindi e nessun vestito gettato in strada. Quanto alle persone che sono state viste in giro si recano, a piedi, in Questura per i documenti e all'Asl per le vaccinazioni". "Premesso che la gestione dei profughi è in capo alla Prefettura e non al Comune - spiega Bruno Magatti, assessore alle Politiche Sociali - l'associazione ci ha confermato che è normale prassi che all'arrivo nei centri di riferimento, accoglienza e smistamento, per motivi igienico-sanitari i vestiti dei profughi siano buttati. Quanto alle bombe sociali, la civiltà, la cultura e il senso di responsabilità dei nostri concittadini non ci lasciano immaginare questi scenari ma piuttosto gesti di attenzione e solidarietà". Oggi in Prefettura, intanto, sul tema dell'accoglienza dei profughi si è svolto il vertice tra il prefetto, Bruno Corda, e numerosi sindaci comaschi. Al momento, non risulta in calendario alcun arrivo certo in provincia di nuovi contingenti di extracomunitari, ma il ministero dell'Interno ha chiesto a tutte le prefetture di prepararsi per tempo nel caso dovessero affrontare nuovi arrivi. Da qui, ecco il confronto con i primi cittadini per capire dove e come, eventualmente, potessero essere recuperati nuovi locali per l'accoglienza. Il tutto - e questa forse potrebbe essere la novità delle prossime settimane - puntano sempre più sulla gestione tramite cooperative di strutture piccole e raccolte (appartamenti privati presi in affitto compresi) piuttosto che grandi edifici o spazi aperti. Questo per contenere al minimo l'impatto degli arrivi sulle comunità che ospiteranno.
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