Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

La pediatra: "Figli blanditi e sempre scusati dai genitori, così a scuola si butta tanto cibo buono"

Il testo che pubblichiamo nasce in realtà come un commento della consigliera comunale e pediatra Roberta Marzorati all'articolo "Primaria di via Fiume, rivolta delle famiglie per i pasti: scattato il boicottaggio dei pagamenti". Dopo averne letto...

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Il testo che pubblichiamo nasce in realtà come un commento della consigliera comunale e pediatra Roberta Marzorati all'articolo "Primaria di via Fiume, rivolta delle famiglie per i pasti: scattato il boicottaggio dei pagamenti". Dopo averne letto i contenuti densi di spunti, riflessioni e per di più nati dopo una effettiva sperimentazione della mensa di via Fiume in queste ore di polemiche, abbiamo deciso di riproporlo anche in forma autonoma con un proprio titolo.

Di seguito, il testo di Roberta Marzorati che comunque appare ancora anche nella forma originale sotto il primo articolo.

Da anni ormai mi invitano nelle varie mense scolastiche per giudicare qualità e quantità del cibo. Da tutti viene riconosciuto il mio ruolo di persona imparziale e, come pediatra anche competente. Ho sempre mangiato bene, sia con la precedente amministrazione sia con l'attuale. Venerdì scorso sono stata in via Fiume. Ho mangiato con i bambini, la stessa dose, lo stesso menù, su un tavolo accanto. Ho osservato, parlato, cercato di capire. Il cibo era ottimo e la quantità adeguata. Risotto di primo, fatto con brodo di carote, un ottimo secondo a base di fagioli. Devo chiedere la ricetta, saporito, con un buon sughino. Il pane fragrante. La frutta era stata già data a metà mattina. Sono stata a chiacchierare con i bambini che il risotto se lo son mangiato, ma i fagioli li hanno buttati senza neppur assaggiarli. Ho chiesto perché a un bambino. Mi ha risposto perché sono marroni. Mi è venuta tristezza non tanto per il cibo buttato (anche per questo) ma perché questi poveri figli saranno assolutamente impreparati ad affrontare la vita, così sempre blanditi e creduti e scusati e accontentati. Se scrivo queste parole è proprio per loro, che vedo diventare non solo "grassi" con noi pediatri assolutamente impotenti e rassegnati, ma anche fragili, senza limiti, senza rotta da seguire. Che cosa sarà di loro con i genitori che non credono più a nessuno, né agli insegnanti, né a noi pediatri, genitori più fragili dei loro figli?

Roberta Marzorati

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