Cronaca

La "nuova" via Garibaldi si svela e piace subito. Se la semplicità vince e convince

Panchine non ce ne sono, gli alberi sono i soliti ciliegi e gridare alla trasformazione epocale di Como - come accadrà, conoscendo i "chicken" di palazzo - sarà quantomeno fuori luogo. Eppure, forse proprio nella semplicità dell'intervento...

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Panchine non ce ne sono, gli alberi sono i soliti ciliegi e gridare alla trasformazione epocale di Como - come accadrà, conoscendo i "chicken" di palazzo - sarà quantomeno fuori luogo. Eppure, forse proprio nella semplicità dell'intervento, nella sua ineccepibile linearità senza guizzi fenomenali, nella sua logica chiara e afferrabile senza eccessivi contorsionismi, la trasformazione di via Garibaldi a Como è benvenuta. Anzi, è riuscita. Bene, molto.

Il cantiere non è ancora del tutto finito, manca ancora la pavimentazione dell'ultimo tratto verso viale Varese. Ma da qualche ora la stragrande maggioranza del nuovo viale si mostra pressoché libero da operai, mezzi e recinzioni. Ed esattamente come chiunque passi in piazza Volta o in via Rubini può avvertire senza sforzo stupore e dubbi sulle modifiche delle due zone, in via Garibaldi accade esattamente l'opposto. Sperimentato personalmente: nell'arco di una ventina di minuti, bastava origliare i commenti per la via "liberata" (apprezzabile, peraltro, questa nouvelle vague del Comune di aprire gli spazi via via che vengono completati) per carpirne l'approvazione generale. Nessuna esultanza smodata, nessun grido al miracolo. Ma l'oggettiva constatazione che una strada che da posteggio disordinato e ingolfato dal traffico di passaggio (che in parte resterà anche dopo per i residenti ma in misura nettamente inferiore al passato, si spera) e sfregiato dai posteggi invasivi a spina di pesce, ora è divenuto un largo viale centrale con due marciapiedi ampi e fruibili ai lati e alla stessa altezza, e senza neppure la barriera del marciapiede così da allargare ulteriormente la sensazione di "vivibilità" e prolungando naturalmente lo spazio verso via Gallio.

Insomma, nulla di rivoluzionario ma un cambiamento sensibile della situazione precedente, percepibile subito e nettamente in meglio rispetto a prima. La sfida della Ztl - e con essa la giunta - ha una sua prima vittoria netta. Waiting for le piazze.

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