Cronaca

La Lega dei Ticinesi rispolvera il muro al confine: "Contro l'invasione dei clandestini"

Il 26 settembre 2012, lo scomparso fondatore della Lega dei Ticinesi, Giuliano Bignasca, tuonò così contro la denunciata invasione dei frontalieri italiani: "Per blindare le frontiere, il modo più efficace ed anche economico è quello di costruire...

Mentre qui tiriamo la cinghia, un Comune ticinese concede 500 franchi a tutti

Il 26 settembre 2012, lo scomparso fondatore della Lega dei Ticinesi, Giuliano Bignasca, tuonò così contro la denunciata invasione dei frontalieri italiani: "Per blindare le frontiere, il modo più efficace ed anche economico è quello di costruire un bel muro che ci separi dalla Fallitalia e da tutta la criminalità d'importazione che entra in Ticino attraversando la medesima! Ebbene, costruire un muro della lunghezza di 25 Km, alto 4 metri, dello spessore di 50 cm costa circa 50 milioni di Franchi, espropri compresi".

Oggi, non si può dire che la Lega ticinese abbia smesso di invocare restrizioni verso i lavoratori frontalieri ma nel mirino - almeno in queste ore - gli italiani vengono dietro ai profughi. Questo, almeno, nelle parole ufficiali del presidente del Consiglio di Stato leghista Norman Gobbi, il quale - con una lettera aperta - è tornato a evocare il muro tra Italia e Cantone. Partendo dalle "immagini dalla stazione centrale di Milano" dove "centinaia di immigrati clandestini, profughi e non, si ammassano nottetempo per dormire" a simboleggiare lo "specchio del fallimento europeo in materia di controllo dell'immigrazione", Gobbi rievoca la barriera anche perché "l'Italia è ormai allo sbando, con popolazione in subbuglio (anche nei Comuni di sinistra) per l'arrivo sconsiderato di profughi" mentre "il Ticino e la Svizzera fanno il lavoro che si sarebbe dovuto fare in Sud Italia, ossia registrare tutti i clandestini che chiedono asilo".

Dunque, ecco il rilancio dell'idea di Bignasca, anche se giusto in versione più "ammorbidita": "Il muro ipotizzato dal Nano (soprannome di Bignasca, ndr) deve diventare sempre più una realtà, non tanto fisica quanto operativa nei controlli stretti al confine, nei respingimenti dei clandestini e nella collaborazione interforze. Dobbiamo evitare che la stazione di Chiasso diventi Milano Centrale, che il Ticino diventi un territorio insicuro e che la Svizzera resti l'unica porta aperta attorno all'Italia. Dobbiamo reagire con forza e fermezza, prima che sia troppo tardi".

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