Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

La leadership di De Santis, la sinistra anti-imprese: l'aria socialista scatena Minonzio

Non si può affatto dire che l'incontro organizzato ieri dal Circolo (socialista) Willy Brandt di Como non sia stato interessante. Al contrario, gli spunti sono stati molti, alcuni notevoli. Ma il nodo è sempre quello, quando in un paio d'ore al...

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Paolo De Santis, a sinistra

Ma il secondo momento clou in cui, quasi come un Hulk lariano deciso a strapparsi i vestiti dell'understatement, Minonzio ha sparigliato è stato quando c'è stato da fare una breve riflessione sull'infausto inabissarsi del progetto campus universitario al San Martino, esattamente 2 anni fa (con i 5 milioni della Fondazione Cariplo andati a Villa Olmo). Un progetto, quello del villaggio accademico sulla collina della città, carissimo all'ex presidente della Camera di Commercio, Paolo De Santis, e sostenuto pubblicamente dall'allora presidente di Univercomo, Mauro Frangi. Così si è espresso il direttore de "La Provincia": "Sul campus la città ha registrato una grandissima e sanguinosissima sconfitta. Una sconfitta che forse ha spento sul nascere una vera leadership per il territorio. E' stata una grande occasione persa, per di più in anni in cui a Lecco il campus lo realizzava grazie anche a figure come Vico Valassi mentre qui non si è stati capaci di essere incisivi nelle sedi che contano davvero. Quello per Como poteva essere il momento per costruire davvero una leadership e sappiamo di chi stiamo parlando". Nessuno, in verità, il nome l'ha poi fatto. Ma non sembra un grande segreto: l'uomo che secondo Minonzio un paio d'anni fa poteva assumere un ruolo di leader per il territorio era Paolo De Santis.

paratie-19feb16-5Tema, quello della crisi della classe dirigente comasca e dell'assenza di una leadership chiara e riconosciuta (soprattutto politica, forse) che è emerso anche nel terzo flash del direttore della Provincia, ossia quando - riferendosi evidentemente ai parlamentari dem Mauro Guerra e Chiara Braga - in tema di paratie ha affermato che "se solo avessimo dei rappresentanti a Roma che sanno fare questo lavoro, che riuscissero a parlare con il premier per sottoporre il problema e chiedere una soluzione, allora forse Renzi verrebbe col cavallo bianco a dire che il lungolago torna ai comaschi. O almeno l'annuncio potrebbe farlo. Invece niente". Anche in questo caso, in realtà, il segretario del Pd Angelo Orsenigo ha rimarcato che "i nostri rappresentanti istituzionali, tutti, stanno lavorano per risolvere questo problema in tutte le sedi possibile e sono fiducioso che avremo a breve le risposte". Poi, però, sempre Orsenigo - ancora incalzato da Minonzio - s'è lasciato scappare che "la domanda sulle paratie andrebbe fatta al sindaco che si occupa dei progetti, io sono il segretario politico. Però, sempre da segretario provinciale, auspico che quando i comaschi andranno a votare nel 2017 vedranno la passeggiata aperta". Sbaglieremo, ma il direttore questa se l'è segnata sogghignando sull'agenda.

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