La generazione che non ricorda il lungolago

Immagini sbiadite, ricordi vaghi, tra chi era troppo piccolo e chi non ha proprio fatto in tempo a vedere. Questo è ciò che resta del lungolago pre-paratie nella memoria dei ragazzi nati dal 2000 in avanti, per cui la passeggiata è sempre stata il...

 

Immagini sbiadite, ricordi vaghi, tra chi era troppo piccolo e chi non ha proprio fatto in tempo a vedere. Questo è ciò che resta del lungolago pre-paratie nella memoria dei ragazzi nati dal 2000 in avanti, per cui la passeggiata è sempre stata il cantiere che è adesso. Un'intera generazione senza alcun ricordo della stupenda passeggiata.

Siamo andati a intervistare in merito alla questione un gruppo di ragazzi tra i quattordici e i diciotto anni che nel gennaio 2008, quando sono iniziati i lavori, sedevano tra i banchi della scuola elementare o addirittura stavano per iniziarla. Chiedendo a studenti del classico che imparavano a scrivere, a cinefili che guardavano i cartoni animati e a cestisti che si avvicinavano al minibasket, il tormentone che otteniamo come risposta è "chi è rimasto lo stesso in otto anni?"

Per loro descrivere cosa si celasse dietro quelle travi appare un'impresa, così come ricordare l'esistenza di un "battello gelato" in funzione o della vecchia navigazione in piazza Cavour. Ma d'altronde il 2008 è anche l'anno dell'elezione del primo presidente USA afroamericano, del trionfo agli Oscar dei fratelli Coen e delle olimpiadi di Pechino: di tempo ne è passato e ci sentiamo di giustificare questi ragazzi.

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