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La Como "capitale culturale" che si offre al mondo serva muta con l'anello al naso

Il destino, a volte, è davvero cinico e baro. Nella giornata in cui Como viene inclusa nella "short list" delle 10 città che ambiscono a essere nominate dal ministero dei Beni e delle Attività Culturali "capitale italiana della cultura" negli...

Il destino, a volte, è davvero cinico e baro. Nella giornata in cui Como viene inclusa nella "short list" delle 10 città che ambiscono a essere nominate dal ministero dei Beni e delle Attività Culturali "capitale italiana della cultura" negli anni 2016 e 2017 (qui i dettagli), un nostro lettore - splendido nel suo incedere attraverso la quotidianità, senza le velleità appena descritte - ci ha "portato" alla Stazione San Giovanni. Lo ha fatto inviandoci una foto-spunto, che abbiamo colto varcando poco dopo le 17 di oggi il monumentale ingresso della stazione principale del capoluogo che ambisce a essere il luogo simbolo della cultura nazionale entro i prossimi 2 anni. La stessa stazione che porta sul Lario centinaia di turisti ogni giorno, specialmente in questo trionfale periodo di Expo.

Non ricapitoleremo cosa abbiamo visto con fare notarile. Le foto in alto, in successione, sono più eloquenti di ogni ampolloso resoconto: cartelli disegnati a mano e appesi alla bell'e meglio all'edicola per l'acquisto dei ticket a biglietteria chiusa (dalle 18.30), una biglietteria automatica su due fuori uso, l'ascensore che dovrebbe agevolare i viaggiatori nel trasbordo dei bagagli da e verso le banchine ancora fuori uso (perché l'apparecchio ordinato settimane fa era di una dimensione sbagliata rispetto al vano, ndr), pannelli e schermi informativi mancanti nel sottopasso, un solo sportello aperto al pubblico e via dicendo.

In tutto questo, una sola domanda (certo, retorica, ovvio): fino a quando una città come Como, una città che ambisce a diventare il faro della cultura italiana (e quindi del turismo tricolore e internazionale, a prima vista) si farà prendere in giro e portare a spasso con l'anello al naso dalla società "Centostazioni" controllata delle Fs, regalando questo angolo di imperitura, imbarazzante inadeguatezza al mondo in arrivo sul Lario?

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