Cronaca

La cittadella razionalista umiliata e sfregiata: in 22 foto un teatro di guerra chiamato stadio

Inutile sprecare molte parole. Così come inutile riferire nel dettaglio l'infinita serie di imprecazioni, espressioni di sorpresa, stupore, incredulità e aperta riprovazione delle centinaia di persone che questa mattina - poche ore prima...

Inutile sprecare molte parole. Così come inutile riferire nel dettaglio l'infinita serie di imprecazioni, espressioni di sorpresa, stupore, incredulità e aperta riprovazione delle centinaia di persone che questa mattina - poche ore prima dell'esordio al Sinigaglia del Calcio Como - si sono trovate a passare dal cuore di quel check point degno di una Beirut sotto le bombe, altrimenti detta zona stadio. Per farsi davvero un'idea, rimandiamo alle 22 foto in sequenza che vedete in alto e che parlano da sole.

L'intera cittadella razionalista e sportiva, assieme a una fetta dei giardini veri e propri, dalle 9 e fino alle 17 almeno, si è mostrata letteralmente sfigurata da qualsiasi punto la si guardasse. E se l'oscena cancellata che seziona e separa letteralmente i giardini dall'impianto, a guisa di piccolo lager, chiudeva - non è uno scherzo - ogni accesso già a mezzogiorno a chiunque volesse recarsi dal Tempio Voltiano al Monumento ai Caduti e viceversa, l'infinita altra serie di gabbie, gabbiette, barriere, blocchi di calcestruzzo e inferriate che letteralmente circondavano ciò che resta di uno stadio pensato per un calcio pacifico e per le bici, suggellava uno spettacolo indegno di una società civile. Mostruoso, non ci sono altre parole. Se non quelle delle leggi italiane - applicate dalle autorità locali e tradotte in pratica incolpevolmente dalla società azzurra - che indicano questa strada per risolvere il problema del tifo violento. Isolando e penalizzando il resto del mondo.

Vero, il teatro di guerra per un (eventuale) manipolo di imbecilli verrà allestito "soltanto" per 7-8 ore ogni 15 giorni, fino a giugno. Ma il prezzo da pagare - forse anche reale: si dia un'occhiata alla foto con i cartelli di locali in vendita al Novocomum, stamane letteralmente incarcerato - sembra comunque altissimo. Quasi insostenibile. Bastava vedere bambini, turisti e anziani vagare intrappolati nella selva di cancellate per rendersene conto fisicamente. E siamo, pur sotto un sole caldo, a ottobre. Arriveranno le domeniche o i sabati di primavera. Quella specie di Alcatraz che offende la memoria monumentale di Como e prende a calci ogni sogno di un football civile in Italia, sembrerà probabilmente ancora più truce e insopportabile. Anche se per poche ore.

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