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Molteni fa arrossire Paco: "Le mozioni di sfiducia sono agguati? La proposero per Bruni"

La memoria, in politica, è sempre capace di giocare brutti scherzi (o belli, a seconda dei punti di vista). In questo caso specifico, brutto risulterà probabilmente per i componenti di Paco, la lista di cui alfiere a Palazzo Cernezzi è l'attuale...

Ovvero al momento in cui la consigliera comunale e fondatrice di Paco ha messo nero su bianco in una nota pubblica il no assoluto e categorico a ogni ipotesi di appoggio alla mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni, con il contributo di Gioacchino Favara ed Eva Cariboni, al sindaco Mario Lucini.

Queste, tra le altre, alcune delle testuali motivazioni per cui lo strumento stesso della mozione da votare in aula è stato giudicato inaccettabile da Grossi: "La politica non è per me, per noi di Paco-Sel, il luogo dell'agguato, della contrapposizione senza rispetto né di idee e punti di vista diversi, né di differenti culture politiche, né di sensibilità personali. Per noi la politica è il luogo del conflitto non armato Questa politica disarmata e faticosa non si fa con le mozioni di sfiducia e con le personalizzazioni, ma dicendosi con franchezza quello che si pensa, rispettando le posizioni degli altri e esigendo rispetto per le proprie non ritengo, non riteniamo che la sfiducia sia lo strumento giusto per fare politica". Insomma, una condanna vera e propria del pur democratico strumento del voto su un documento politico per mettere fine a un mandato. E qui interviene Molteni.

bruno-magattiIl quale, memore di aver vissuto personalmente in aula i turbolenti giorni del muro sul lungolago e dei tentativi di far cadere la giunta Bruni, ha ripescato un documento ufficiale di Paco, ai tempi firmato tra gli altri da Bruno Magatti e da Luigino Nessi, in cui si cita la mozione di sfiducia, in generale, come lo strumento principe della lotta politica istituzionale. Quel comunicato, peraltro, venne diffuso da Magatti e Nessi dopo l'enorme polemica suscitata dal rifiuto degli esponenti di Paco di dimettersi assieme a tutto la minoranza e una parte della maggioranza per far cadere Bruni. Ebbene, in quel comunicato Paco rivendicava con orgoglio e quasi furore che "Paco è stato il primo a sottoporre ai consiglieri di minoranza in una riunione di giovedì scorso (1 ottobre), a margine del consiglio comunale, una mozione di sfiducia al sindaco (mozione di sfiducia in neretto, ndr), come da comunicato stampa inviato agli organi di informazione".

stefano-bruni-1Ma non basta, perché l'apparente e clamorosa contraddizioni della posizione espressa ieri da Celeste Grossi prosegue anche nel passaggio successivo di quel documento, dove si afferma che "abbiamo dichiarato successivamente che preferivamo questo strumento (la mozione di sfiducia ora paragonata a "un agguato", ndr) all'ipotesi di dimissioni di massa perché vorremmo inchiodare politicamente in aula i responsabili dello sfacelo delle paratie e gli esponenti della maggioranza che si sono dichiarati improvvisamente contrari". Seguono altri passaggi in cui Paco rivendicava di essere ancora al lavoro personalmente per raccogliere le firme necessarie alla sfiducia, pur tra grandi fatiche, e una frase che sembra il suggello della giravolta compiuta dal 2009 a ieri: "Paco non ha assolutamente salvato la sedia al sindaco (Bruni, ndr), è anzi impegno a far sì che venga sfiduciato dal consiglio comunale".

paco-documento-interoLaconico, di fronte a due posizioni così opposte da parte della stessa lista (forse anche in virtù che nel 2009 Paco era all'opposizione e oggi è al governo di Como) è Mario Molteni: "Quando ho letto le dichiarazioni di Celeste Grossi che parla della mozione di sfiducia come di una sorta di agguato personale, da rifiutare a prescindere perché atto quasi violento contro le persone, ho fatto un balzo sulla sedia. Ricordavo perfettamente, infatti, la posizione della stessa Paco nel 2009, quando loro rivendicavano di essere i primi a voler sfiduciare in consiglio Bruni e non capisco come possano andare d'accordo due posizioni così radicalmente contrastanti. Prima la mozione di sfiducia era l'azione più nobile possibile, ora un atto violento. Mi domando, ma non è soltanto che quando sono al governo non è comodo sfiduciare il sindaco e quando si è all'opposizione anche per loro la mozione di sfiducia fa comodo?".

Cliccando qui potete consultare il documento del 2009 di Paco in formato Pdf.

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