Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

"Io, commerciante del centro dico no a bancarelle e mercatini selvaggi"

Fausto Ballan ha origini varesine, ama Como dove ha un negozio d'abbigliamento in via Boldoni, conosce perfettamente la realtà commerciale di altre città tra Lario e Varese dove ha altre attività. Oggi - con una lunga chiacchierata - ci affida...

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Fausto Ballan ha origini varesine, ama Como dove ha un negozio d'abbigliamento in via Boldoni, conosce perfettamente la realtà commerciale di altre città tra Lario e Varese dove ha altre attività. Oggi - con una lunga chiacchierata - ci affida riflessioni e spunti su un tema, quello della presenza di bancarelle, mercatini e casette assortite nel cuore della città, molto caldo. Senza trascurare nemmeno il mercato mercerie sotto le mura, ormai in gran parte in mano agli stranieri e - secondo lui - ben poco "elegante" da vedere.

"La verità - dice Ballan - è che ora a Como arriva veramente di tutto. In molte città si era partiti tempo fa con i mercatini, spesso d'antiquariato, un sabato o una domenica al mese. Poi la tipologia si è quasi sempre allargata ai prodotti gastronomici, e va bene. Ora, però, in città mi pare che stia arrivando di tutto. E sempre, ogni sabato, ogni domenica, ogni festività".

"Ciò che io proprio non riesco a capire, a maggior ragione in una città bella come Como - prosegue Ballan - è l'utilità di questi eventi. Certamente alcune bancarelle hanno prodotti davvero artigianali o tipici. Ma mi pare che la stragrande maggioranza proponga di tutto e di più, a costi bassissimi e senza mai emettere uno scontrino, una fattura. Il tutto in assenza di controlli sulla merce che viene venduta, sulla qualità degli arredi e degli allestimenti, sulle norme igieniche nel caso dei cibi, sulla verifica del mantenimento dei requisiti. E così, mentre io e moltissimi altri commercianti dobbiamo pagare decine di migliaia di euro di tasse, imposte, balzelli da quanto accendiamo la radio in negozio fino a quanto spegniamo l'insegna o posiamo una fioriera, intorno a noi fiorisce di tutto. Comprese bancarelle che dovrebbero vendere ciondoli o medagliette che non si sa cosa abbiano di tipico o particolare, salvo poi proporre da sotto il bancone borse made in China. Che senso ha tutto questo? Io non vedo mai nessuno controllare e tutelare sia il consumatore che gli esercenti". tende-piazza-cavour-2Il commerciante di via Boldoni pone una serie di questioni anche sul mercato mercerie che 3 volte alla settimana è allestito sotto le mura.

"Non discuto che il mercato sia storico - afferma Fausto Ballan - ma cosa è rimasto di storico o tradizionale di quelle bancarelle? Qual è l'utilità sociale o il beneficio reale per la città di quel mercato, oggi? A parte che per chi arriva in città si presenta un accampamento con le barricate sotto un muro di teloni, tendoni e furgoni davanti alle mura della città, offrendo uno spettacolo terribile. Oggi, poi, gli operatori sono quasi tutti stranieri e spesso si trova esposta merce disponibile in molti discount o centri commerciali vicini. Davvero non riesco a capire quale valore aggiunto porti a Como quel mercato al quale, come ho già detto, ogni settimana ormai si affiancano decine di altre bancarelle disordinate in tutte le piazze della città. Prendiamo piazza Cavour: ma ha senso che lì si trovino gazebo e mercatini vari? Davvero como punta a portare in città il turismo da discount con made in China e prodotti alimentari in concorrenza diretta con gli esercizi storici, super tassati e pieni di norme e regole da rispettare?".

In chiusura, un dubbio che confina con la proposta. "Con la nuova Ztl si sono liberate alcune aree e penso in particolare a piazza Roma - dice Ballan - Sono convinto che oggi nessuno andrebbe lì con la bancarella per scelta, ma il Comune, semmai, dovebbe preoccuparsi di occupare con quelle attività le aree liberate dal parcheggio, peraltro rinunciando a un sacco di soldi. Si utilizzi piazza Roma per i mercatini, se proprio le si vogliono portare in città a tutti i costi. Almeno si porterebbe un po' di vita nella zona svuotata".

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