Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

"Intervento non autorizzato". Il Comune apre il caso di "Per Como pulita"

L'intervento della scorsa primavera sul Monumento ai Caduti Esistono articoli che sono quasi a priori impopolari e causa certa di strali da una probabile maggioranza dei lettori. Questo è un caso di specie. Perché si dà conto, forse per la...

"Intervento non autorizzato". Il Comune apre il caso di "Per Como pulita"

L'intervento della scorsa primavera sul Monumento ai Caduti

Esistono articoli che sono quasi a priori impopolari e causa certa di strali da una probabile maggioranza dei lettori. Questo è un caso di specie. Perché si dà conto, forse per la prima volta in assoluto, di una presa di posizione forte del Comune di Como nei confronti dell'associazione "Per Como pulita". E non nei termini osannanti con cui solitamente si parla del noto gruppo di cittadini-volontari in corsa per l'Abbondino d'Oro.

Ai più - noi compresi (sebbene per uno sfortunato mancato arrivo della comunicazione) - è forse sfuggita una nota ufficiale diramata il 26 agosto dall'Ufficio Stampa di Palazzo Cernezzi (che naturalmente non invia comunicazioni formali di propria spontanea volontà) relativamente all'ultimo intervento condotto dall'associazione sulle mura. Dove, lo scorso weekend, i volontari hanno eradicato erbacce, piante rampicanti e altri cespugli da una vasta porzione della cinta muraria tra gli applausi dei molti sostenitori. Ebbene, il Comune - al di là di qualsiasi giudizio estetico sulla qualità del lavoro - ha messo nero su bianco questa posizione: "Per quanto riguarda l'associazione Per Como pulita, l'intervento da loro eseguito (sulle mura, ndr) non era autorizzato. Vista l'imminente scadenza della convenzione stipulata a suo tempo con il Comune, sarà fissato a breve un incontro anche per meglio chiarire le modalità future di intervento". Poche righe soltanto in apparenza neutre. Perché in realtà - da quanto abbiamo inoltre potuto ricostruire con certezza - l'episodio di domenica, in Comune è ritenuto soltanto l'ultimo di una serie di interventi "non autorizzati" e anche poco graditi. E che, dunque, non andavano eseguiti al di là dei pur indiscutibili fini nobili degli esecutori.

xcomopiùpulita-5Due, in particolare, i precedenti che vengono alla mente: la tinteggiatura completa della scalinata monumentale che conduce alla Stazione San Giovanni, lampioni compresi, nell'agosto 2014; e poi, la scorsa primavera, l'intervento di rimozione di numerose scritte sulla superficie del Monumento ai Caduti. Esattamente come per le mura, strutture su cui i volontari non avevano alcuna autorizzazione a intervenire, proprio perché beni pubblici del tutto particolari, necessitanti di autorizzazioni specifiche degli enti preposti (Soprintendenze in primis) e - in linea generale - non equiparabili, per quanto riguarda i trattamenti di pulizia, a una qualsivoglia ringhiera arrugginita.

Ora, il tema non è affatto di lana caprina. E nemmeno catalogabile con troppa faciloneria nella volontà - e del Comune e di chi scrive - di essere sempre "contro chi fa del bene alla città disinteressatamente". La verità, infatti, sta nel mezzo. O al limite più dalla parte del Comune di Como. In primo luogo perché l'associazione ha firmato con l'amministrazione una convenzione ben precisa, all'inizio delle sue attività. E se quel documento è stato condiviso e siglato da entrambe le parti, allora va anche rispettato da entrambe le parti. Il che significa che se in quella carta i 3 luoghi citati prima sono categoricamente esclusi, se per ogni intervento è richiesta una preventiva comunicazione agli uffici comunali e se - riportiamo sempre dai contenuti della convenzione - l'associazione non potrebbe intervenire in alcun caso (fatti salvi accordi diretti con i proprietari) su edifici privati e non potrebbe farlo nemmeno su "superfici lapidee di pregio, quali ad esempio portali, cornici di finestre, fregi e decorazioni di ogni genere", allora quelle prescrizioni vanno rispettate. E non certo per frenare l'entusiasmo o lo spirito genuino dei volontari, quanto perché è del tutto evidente che un malinteso "liberi tutti" senza alcun limite potrebbe anche ingenerare situazioni spiacevoli o persino gravi (chi decide se la scalinata della stazione va ridipinta in lilla o in grigio? E chi decide quali prodotti siano davvero adeguati alle pietre del Carso del monumento ai Caduti?). Non sfugge, in questo ambito, l'altra faccia delle medaglia che consiste da un lato nei molti interventi meritevoli di "Per Como pulita" a cui si accoppia l'oggettiva incuria colpevole in cui anche le zone stesse appena citate, oltre a molte altre, versano o versavano prima del passaggio dell'associazione. Eppure, senza alcuna volontà di ostacolare lo spirito civico dei cittadini armati di spazzole e solventi, a chi scrive pare che l'evidente determinazione di Palazzo Cernezzi di rivedere o ristabilire alcuni limiti d'azione per i volontari sia del tutto condivisibile, sebbene magari destinata all'impopolarità di massa. Cliccando qui trovate la convenzione tra Comune e associazione in formato integrale.

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