Cronaca

Incidente sul lago di Como, le scuole nautiche: "Introdurre subito il reato di omicidio colposo"

Adolfo D’Angelo, segretario nazionale della sezione nautica della Confarca: "Bisogna assolutamente prendere provvedimenti per una navigazione sicura”

I vigili del fuoco impegnati nel soccorsi nel lago di Como

Troppi incidenti sulle acque dei laghi (e al mare). Pochi giorni fa sul lago di Garda sono morti due giovani, Umberto Garzarella e Greta Nedrotti letteralmente travolti da un motoscafo nella notte tra sabato 19 e domenica 20 giugno, mentre erano a bordo della loro barca. E ieri 25 giugno intorno alle 16.30 nel lago di Como davanti a Villa del Balbianello due motoscafi si sono scontrati e nell'urto uno degli occupanti, un giovane di 22 anni, Luca Fusi, ha perso la vita mentre altre due ragazzi sono stati soccorsi e trasportati all'ospedale.

La normativa sull’omicidio stradale, che vorrebbe l’arresto in caso di aggravante come la fuga o l’omissione di soccorso non è estesa alla circolazione nautica. 

"È l’ennesimo incidente in meno di una settimana dove le norme su sicurezza e velocità vengono sistematicamente disattese. Ora basta, ci vogliono più controlli e un provvedimento per introdurre l’omicidio nautico”. Lo dichiara Adolfo D’Angelo, segretario nazionale della sezione nautica della Confarca (confederazione che rappresenta le scuole nautiche italiane) dopo l’incidente sul Lago di Como in cui ha perso la vita un giovane di 22 anni a causa delle ferite riportate dopo uno scontro tra il motoscafo su cui si trovava e un altro motoscafo.

“I controlli a mare e nei laghi non servono soltanto ai fini fiscali, come purtroppo accade spessissimo – afferma D’Angelo – I controlli servono anche per chi supera i limiti di velocità, che ricordiamo sono di dieci nodi entro un chilometro dalla costa, e comunque deve essere una navigazione non turbativa, come stabilito da una direttiva ministeriale del 2004 che puntualmente viene violata”. D’Angelo punta il dito contro i controlli sulla velocità inesistenti e auspica che, oltre a più severi controlli nei periodi di luglio e agosto, torni nell’agenda politica “un provvedimento normativo sull’omicidio”. “Dopo tra tragedia sul lago di Garda adesso tocca a quello di Como – conclude D’Angelo – Bisogna assolutamente prendere provvedimenti per una navigazione sicura”.

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