I danni dell'incendio a Veleso

Lavoro incessante di due canadair per domare le fiamme

Il canadair in azione a Veleso martedì 31 ottobre

Rimane alto l'allarme a Veleso, al terzo giorno di lotta contro l'incendio divampato domenica 29 ottobre 2017.
Molte baite sono bruciate ed è stata evacuata anche una stalla e c'è rischio per molti alveari, stando all'allarme lanciato da Coldiretti

Martedì 31 ottobre vigili del fuoco e protezione civile sono ancora impegnati per spegnere il rogo, come si vede in questo video.
26 le persone evacuate domenica e l'ordinanza rimane confermata.

Più di 400 gli ettari di bosco andati letteralmente in fumo.

"Il problema - spiega il sindaco di Veleso Livia Cioffi - è che l'incendio continua a spegnersi e riaccendersi.
A Pian del Tivano ci sono ancora le fiamme: lì per fortuna non ci sono abitazioni. Le zone su cui c'è più attenzione sono la parte dei monti di Erno, perchè in basso ci sono alcune case, e la frazione di Loarno dove appunto sono state evacuate le persone domenica sera.
Al momento non ci sono pericoli per le persone - precisa il sindaco - ma l'allerta resta alta".

Al lavoro anche martedì due canadair (in questo video uno dei velivoli mentre si rifornisce di acqua nel lago) , un elicottero e i mezzi di terra. Nella notte i vigili del fuoco hanno presidiato i boschi con il supporto di una trentina di volontari.

"L'incendio è tosto - dice ancora il sindaco- ho la sensazione che purtoppo se non piove non ne veniamo a capo".

Lunedì mattina si sono alzati in volo il canadair e un elicottero dotato di cesto dell'acqua che hanno fatto la spola per spegnere le fiamme: "Domenica - ha precisato il sindaco - abbiamo lavorato solo con i mezzi di terra, perchè elicotteri e canadair erano tutti impegnati sull'incendio di Tavernerio". 

Il sindaco di Veleso domenica ha firmato un'ordinanza per sgomberare le baite della frazione Loarno, quella più a ridosso dell'incendio.
Tranne una, si tratta di seconde case utilizzate per lo più in estate e nei weekend. 
26, come detto, le persone evacuate.
Le forze dell'ordine hanno dovuto convincere in particolare quattro famiglie che non volevano abbandonare la baita per paura che venisse bruciata e hanno chiesto di poter restare a presidiare, ma in serata, vista la situazione di rischio, hanno ceduto.
Anche l'unica famiglia residente a Loarno ha lasciato l'abitazione, appoggiandosi ad un'altra casa che hanno in affitto a Como.
L'ordinanza rimarrà in vigore finchè non sarà terminato completamente il lavoro dei vigili del fuoco e la zona sarà totalmente sicura.
Nessuna delle baite di Loarno, secondo quanto riferito dal sindaco, è bruciata, mentre molte (ancora da definire il numero esatto) quelle distrutte nella parte più alta della montagna. Anche in questo caso si tratta soprattutto di residenze estive.

Salvati con l'elicottero nella giornata di domenica anche un gruppo di escursionisti, tra cui un bambino, che non riusciva più a scendere a valle a causa del rogo.

Il sindaco ha emesso intanto un'altra ordinanza in cui si vieta fino a nuovo ordine di accendere fuochi, anche controllati, in qualsiasi ora del giorno e della notte: troppo alto il rischio di far scatenare nuovi incendi, vista la situazione meteo, con il vento e l'assenza di piogge.

Non soltanto Veleso continua a bruciare: fiamme ancora alte anche a Tavernerio, dove il fronte dell'incendio si è allargato e dove, a causa del fumo, il sindaco ha invitato i cittadini a non aprire le finestre e ha chiesto verifiche sulla qualità dell'aria.


 

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