Venerdì, 18 Giugno 2021
Incendi

Incendio di Tavernerio, il sindaco: "Non è ancora finita"

Paura a Veleso per un anziano che ha bruciato delle sterpaglie

L'incendio di Tavernerio

"L'incendio di Tavernerio non è ancora chiuso": ci tiene a ribadirlo il sindaco Mirko Paulon, da venerdì 27 ottobre 2017 alle prese con le fiamme che hanno devastato 200 ettari di bosco, praticamente tutti quelli presenti in paese.

"Il fronte ancora attivo - spiega- è quello del versante della valle di Tavernerio: adesso l'incendio è sotterraneo. Il problema non è la fiamma che si vede, ma lo strato di torba che continua a bruciare pur senza fiamma. Basta un po' di vento per far uscire una fiammella che può attaccare le radici delle piante e far ripartire il rogo".

Sul posto sono presenti ancora una decina di volontari anti incendio che tengono sotto controllo i boschi per evitare che la situazione peggiori nuovamente.

Per questo è già pronto ad alzarsi in volo da Erba l'elicottero dotato di cestello per l'acqua: il mezzo fa rifornimento nella zona di Solzago, dove c'è una vasca. Attivi anche i vigili del fuoco che stanno provvedendo al caricamento dell'acqua con l'autobotte per evitare che gli abitanti della zona rimangano a secco a causa del calo di pressione. Qui il video dei canadair in azione nei giorni scorsi.

"Finchè non piove siamo in allerta - conclude Paulon- anche stamattina c'era fumo evidente".

Sempre valido anche l'invito del comune alla cittadinanza ad aprire le finestre il meno possibile, in attesa delle verifiche dell'Arpa sulla qualità dell'aria. 
Nella zona stamattina si avvertiva ancora il caratteristico odore di piante bruciate.

L'incendio di Veleso: paura sui monti di Erno

E' risolta, invece, la situazione a Veleso, altro paese colpito da un importante incendio domenica 29 ottobre. 
"La comunità montana - spiega il sindaco Livia Cioffi- ha dichiarato chiuso l'intervento. Sono stati sgomberati tutti i presidi, anche se ovviamente rimaniamo vigili grazie all'aiuto dei volontari del posto".

E nella giornata del 1° novembre la presenza proprio dei volontari ha scongiurato il pericolo di un riattivarsi dell'incendio: tutto a causa di un anziano di 81 anni che nella zona dei monti di Erno ha bruciato delle sterpaglie, violando l'ordinanza emessa dal sindaco che vietava, appunto, l'accensione di fuochi. A causa del vento le fiamme hanno minacciato sia le due cascine di proprietà dell'uomo che quella di un vicino. 
Gli uomini della protezione civile hanno spento subito il rogo.
L'uomo è stato convocato in caserma dai carabinieri.

Il bilancio della Regione

A Como dall'inizio del 2017 si sono verificati 56 incendi, con 1.738 ettari di territorio bruciati.
E' il bilancio della Regione Lombardia dal 1° gennaio al 31 ottobre: Como, insieme a Brescia (56 incendi e 1.151 ettari andati in fumo), ha il triste primato della provincia più colpita.

La superficie lombarda complessiva percorsa dal fuoco e' stata di 4.322 ettari: 2.060 ettari sono di boschi e 2260 di superficie non boscata.

Gli incendi dolosi rappresentano purtroppo la maggioranza di quelli registrati. "Sono spesso volti alla erronea ricerca di un profitto (di carattere edilizio, agricolo o legato al bracconaggio) - ha spiegato l'assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione Simone Bordonali - oppure rappresentano manifestazioni di protesta e risentimento nei confronti di privati o enti pubblici, altrimenti sono legati a motivazioni di ordine patologico o psicologico. Chiaramente è difficile prevedere dove una criminale andrà ad appiccare il fuoco. Per questo è essenziale l'aiuto dei cittadini. Se si vede qualcuno accendere un fuoco è necessario avvertire subito le forze dell'ordine". 

Brescia e Como, con 56 episodi a testa, sono le province più colpite. Segue Sondrio con 523 ettari e 27 episodi, mentre sono state risparmiate Cremona, Lodi, Mantova.

3.200 i volontari dell'Anti Incendio Boschivo impiegati complessivamente per l'attivitaà di spegnimento, 1.400 i vigili del fuoco.
387 sono state le missioni degli elicotteri regionali e  76 quelle dei Canadair.

Il piano triennale antincendi e gli investimenti

 A gennaio è stato approvato un nuovo piano triennale antincendi "per ristabilire le competenze di Enti e istituzioni in seguito all'assorbimento del Corpo forestale dello Stato". Sara' cosi' piu' facile aprire e chiudere piu' di una volta all'anno il 'periodo ad alto rischio di
incendio' che prevede il divieto assoluto di accensione, all'aperto, di fuochi nei boschi. Garantisce inoltre la rimodulazione delle attivita' di formazione degli operatori, valorizzando il ruolo delle esercitazioni come momento formativo dei volontari.

Sotto il profilo economico, infine, Regione Lombardia ha investito oltre 14 milioni di euro in tre anni per la lotta agli incendi, aiutando concretamente gli Enti locali. 

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