Cronaca

Impresentabili, Iantorno contro Rosi Bindi: "Antimafia piegata a fini politici personali"

Nella durissima polemica scatenata ieri dall'inclusione del candidato alla Regione Campania del Pd, Vincenzo De Luca, nella lista dei cosiddetti candidati "impresentabili" (17 in tutto) redatta dalla Commissione Antimafia e diffusa dalla...

Nella durissima polemica scatenata ieri dall'inclusione del candidato alla Regione Campania del Pd, Vincenzo De Luca, nella lista dei cosiddetti candidati "impresentabili" (17 in tutto) redatta dalla Commissione Antimafia e diffusa dalla presidente Rosi Bindi, l'assessore comunale del Pd a Legalità, Diritti e Trasparenza del Comune di Como, nonché di professione avvocato, Marcello Iantorno, ha scelto: sta con il primo e chiede le dimissioni della seconda. Non è il solo peraltro, il politico comasco: dal premier Matteo Renzi a una vasta maggioranza di parlamentari e dirigenti di partito del Pd (di cui la Bindi fa parte), in molti si sono letteralmente scagliati contro la presidente della Commissione per aver diffuso la lista all'ultimo giorno utile includendovi proprio De Luca. L'accusa è essenzialmente una, verso Rosi Bindi: aver usato la questione degli impresentabili per regolare conti interni al partito, ossia contro l'ala renziana (che sostiene apertamente il candidato per le regionali campane).

Il caso è scottante e delicatissimo, perché l'Antimafia segnala che dagli atti trasmessi dal procuratore della Repubblica di Salerno risulta che pende un giudizio a carico di De Luca, nel procedimento per il reato di concussione continuata commesso dal maggio 1998 e con "condotta in corso" (e altri delitti, quali abuso d'ufficio, truffa aggravata, associazione per delinquere). La prossima udienza è fissata per il 23 giugno 2015. Nello stesso tempo, però, la procura di Salerno ha comunicato, con una nota del 25 maggio 2015, che l'imputato De Luca "ha rinunciato alla prescrizione relativamente ai delitti per i quali era maturato il relativo decorso". Resta ancora il dubbio, però, sull'eventualità che - anche risultasse effettivamente eletto - De Luca possa poi effettivamente governare o debba dimettersi, in virtù della condanna in primo grado per abuso d'ufficio e in base agli effetti in merito della "Legge Severino". nando-dallachiesa-bindi-17apr15-2Ad ogni modo, l'assessore Iantorno attacca frontalmente Rosi Bindi (nella foto in una recentissima visita a Como) con una nota ufficiale.

"È inaccettabile - scrive Iantorno - che si usi l'Antimafia per finalità politico-elettorali a meno di 48 ore dal voto con definizioni di impresentabili che contrastano con le leggi che quei candidati ritengono invece presentabili ed eleggibili e con processi mediatici che lambiscono la barbarie giuridica. La Presidente Bindi ha piegato una Commissione Bicamerale così delicata, nata e funzionante per ben altri compiti anche di garanzia e non per essere istrumento politico nelle sue mani per finalità di lotta politica personale interna. Del resto ne abbiamo avuto conferma anche qui a Como dello assai scarso se non nullo spessore tecnico-giuridico della Presidente Bindi. Per non danneggiare le necessarie azioni di contrasto alla criminalità organizzata la presidente Bindi deve al più presto essere costretta a lasciare l'incarico insieme a quei membri della Commissione che ne hanno condiviso l'operato".

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