Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Il vescovo e il caso Mangiacasale: "Chiediamo perdono alle vittime"

Nel messaggio di Quaresima il vescovo di Como, Diego Coletti, ha dedicato un passaggio al caso di Marco Mangiacasale, ex parroco di San Giuliano arrestato e condannato per abusi su alcune ragazzine della sua parrocchia e che recentemente Papa...

Nel messaggio di Quaresima il vescovo di Como, Diego Coletti, ha dedicato un passaggio al caso di Marco Mangiacasale, ex parroco di San Giuliano arrestato e condannato per abusi su alcune ragazzine della sua parrocchia e che recentemente Papa Francesco ha ridotto allo stato laicale. Qui di seguito il passaggio dedicato alla vicenda Mangiacasale, mentre qui il testo completo.

A questo punto sento fortemente in me il desiderio di rivolgere una parola alla comunità parrocchiale di San Giuliano in Como, e a tutte le persone che hanno in vario modo sofferto per la vicenda che ha portato il Santo Padre, a conclusione dell'indagine canonica diocesana, a dimettere il sacerdote Marco Mangiacasale dallo stato clericale. Rinnoviamo alle giovani vittime e alle loro famiglie la domanda umile e accorata di perdono per tutto il male che hanno dovuto subire, nella speranza che si possa partire da qui per intraprendere il cammino della riconciliazione. Grava sul mio animo la tristezza di non essere riuscito a far pervenire con chiarezza a queste famiglie la mia sollecitudine, intenzione che, pure, era nel mio cuore, e per la quale ho lungamente riflettuto e pregato. Il perdono del Signore, che la comunità cristiana continuamente invoca, possa riportare in tutti la serenità e la gioia del vangelo, così da aiutarci a riannodare i fili spezzati del dialogo, dell'incontro, dell'umana condivisione, della comprensione reciproca.

Per la parrocchia di san Giuliano, che sappiamo essere addolorata e disorientata, possa questa Quaresima costituire una fonte di luce e di consolazione, dove poter sperimentare la tenerezza di Dio e la riconciliazione fraterna che da essa deriva. Questi stessi sentimenti guidino e orientino l'intera comunità diocesana, perché la sofferenza anche di una sola sorella e di un solo fratello è la sofferenza di tutti, ed è insieme che il dolore può essere affrontato e lenito.

Il mio pensiero va anche a Marco Mangiacasale. Nulla può attutire la gravità delle sue azioni. Egli, però, rimane per tutti un fratello nella fede, da sostenere e accompagnare nel suo desiderio di redenzione.

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