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Il sindaco di Dongo e la lettera a Berlusconi. Obbiettivo: "Giuliano Sala in Senato"

Giuliano Sala Nel 2013, fu il grande artefice della raccolta firme di 63 tra sindaci, vicesindaci, assessori e consiglieri comaschi per chiedere direttamente a Silvio Berlusconi che Giuliano Sala fosse inserito in posizione eleggibile nelle...

Giuliano Sala

Nel 2013, fu il grande artefice della raccolta firme di 63 tra sindaci, vicesindaci, assessori e consiglieri comaschi per chiedere direttamente a Silvio Berlusconi che Giuliano Sala fosse inserito in posizione eleggibile nelle liste ex Pdl per Camera o Senato. L'appello venne totalmente ignorato e Giuliano Sala, avvocato, già consigliere regionale e consigliere della Corte dei Conti lombarda, rimase fuori da Palazzo Madama a causa di una infelice ventesima posizione della lista. Oggi, sempre lui - ovvero il sindaco di Dongo, Mauro Robba - risulta, secondo quanto abbiamo potuto apprendere, autore di una recente missiva inviata nuovamente al leader di Forza Italia per un tentativo-bis di dischiudere le porte del Senato a Sala. Ma andiamo con ordine.

robba-mauro Mauro Robba

Alla fine dello scorso mese di ottobre - al momento di indicare il candidato di Forza Italia per uno dei posti vacanti alla Consulta - Robba avrebbe scritto a Berlusconi per caldeggiare un'ipotesi in realtà tutta romana. Per qualche giorno, infatti, in Parlamento si vociferò della possibile candidatura per la Corte Costituzionale del senatore Giacomo Caliendo. E proprio cavalcando questa (invero piuttosto remota) possibilità, teoricamente propugnata da un gruppo di altri senatori di Forza Italia, Robba avrebbe caldeggiato via missiva questa scelta, proprio perché l'eventuale trasmigrazione del senatore Caliendo alla Consulta avrebbe aperto le porte del Senato al comasco Giuliano Sala, quale primo dei non eletti. Un gioco di sponde, insomma, con il sindaco di Dongo - probabilmente ispirato dallo stesso Sala - pronto a spingere Caliendo per provare ancora una volta a ottenere un rappresentante comasco a Palazzo Madama.

Come è finita? In un nulla di fatto, esattamente come nel 2013. Berlusconi non risulta aver considerato né la richiesta altolariana, né la candidatura eventuale del senatore Caliendo per la Corte Costituzionale. Che - per inciso - a tutt'oggi, dopo una trentina di voti parlamentari a vuoto - attende ancora l'indicazione di 3 componenti.
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