Cronaca

I vertici Asf tagliano gli stipendi ai lavoratori, centinaia in rivolta: "Inaccettabile, reagiremo"

Tempesta in arrivo su Asf, l'azienda di trasporto pubblico controllata al 51% da Spt Holding (presieduta da Licia Viganò e di cui fanno parte Comune e Provincia di Como, Provincia di Lecco e CPT) e al 49% dai soci privati. I vertici della società...

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Nuovi-autobus-ASFTempesta in arrivo su Asf, l'azienda di trasporto pubblico controllata al 51% da Spt Holding (presieduta da Licia Viganò e di cui fanno parte Comune e Provincia di Como, Provincia di Lecco e CPT) e al 49% dai soci privati. I vertici della società di cui è presidente Cesare Coerezza, già candidato non eletto per Como Civica nel 2012, e che vede come amministratore delegato Annarita Polacchini, hanno infatti comunicato ai lavoratori la disdetta entro 3 mesi della gran parte degli accordi interni sulla retribuzione della produttività. Si tratta, in estrema sintesi, di quegli accordi contrattuali stipulati all'interno delle società che integrano gli stipendi base dei dipendenti. Ma a fronte della mossa definita assolutamente unilaterale da parte dell'azienda, i lavoratori sono insorti e sono pronti a innescare una battaglia campale destinata, a quanto pare, a trascinare nel conflitto anche i sindacati e gli enti pubblici.

chiappa-patrizio"Con un atto inaudito - dice Patrizio Chiappa, portavoce del neonato comitato dei dipendenti - l'azienda vuole fare piazza pulita all'improvviso di accordi acquisiti ormai da 40 anni. Una vergogna, peraltro a fronte di un ultimo bilancio che ha prodotto 4,4 milioni di utile e di vertici che possono utilizzare auto aziendali di lusso. A 400 lavoratori che sono la vera fortuna di Asf, invece, si vogliono togliere 250 euro al mese di media su stipendi che dopo oltre 30 anni di servizio arrivano a 1.500 ma che per i neoassunti si fermano a 1.000-1.100. E' un attacco ai lavoratori mai visto".

Chiappa, che parla già a nome di quasi 150 dipendenti che hanno aderito al Comitato ("Ma saremo quasi tutti alla fine"), è un fiume in piena. "Siamo di fronte a qualcosa di semplicemente inaccettabile - dice - E se non avremo garanzia di un passo indietro, siamo pronti a far scattare una lunga serie di misure di protesta, dallo stop alla vendita dei biglietti a bordo al controllo a bordo, fino al non utilizzo dei tablet che ci controllano via satellite e allo stop alle cosiddette "porte aperte" ossia il caricare sui mezzi extraurbani anche gli utenti dell'urbano".

bus-21set15-5 Da sinistra: Maria Rita Livio, Daniela Gerosa, Cesare Coerezza, Annarita Polacchini, Licia Viganò

Non se la prendono soltanto con i vertici aziendali, i dipendenti, ma anche con "i sindacati che finora non hanno mosso un dito su una questione così grave e con gli enti proprietari, a partire dal Comune di Como e della Provincia, che ormai assistono senza dire una parola alle scelte dei manager a danno dei lavoratori avallando però spese forti per benefit e altre spese ingenti. E tutto questo - chiude Patrizio Chiappa - a fronte di carichi di lavoro sempre crescenti, con maggiori responsabilità peraltro a cui si è sempre fatto fronte e davanti a utili milionari dell'azienda".

Dal canto suo, l'azienda attraverso l'ufficio stampa, fornisce una versione diversa: "Il recesso degli accordi sulla cosiddetta produttività nasce dopo una trattativa durata un anno, durante il quale non è mai emersa una linea comune. Proprio per sbloccare questa situazione, abbiamo deciso di rendere operativo il recesso da settembre, in modo da sfruttare i restanti mesi per trovare un nuovo accordo e risolvere la controversia".

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