Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Guerra burocratica e legale, piazza De Gasperi senza tavolini. Giuliani: "Danno enorme"

"Questo provvedimento è pesantissimo, per noi ha effetti devastanti". A parlare è Carmine Giuliani, notissimo titolare dell'omonimo locale in piazza De Gasperi. E dietro la sua osservazione sta una complessa "guerra" burocratica e legale su un...

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"E' vero che la concessione precedente scadeva al 31 dicembre scorso - spiega - ma il già il 10 febbraio scorso presentai una richiesta protocollata in Comune per il rinnovo. Non solo: esattamente due giorni dopo chiamai gli uffici comunali per verificare l'iter della pratica, per dare totale disponibilità per saldare tutto ciò che era dovuto e ribadendo che le date esatte per la decorrenza del rinnovo sarebbero state stabilite di comune accordo proprio con l'amministrazione, nell'ottica della massima collaborazione. Ebbene, pochi giorni dopo mi sono trovato i vigili in piazza per comunicarmi non soltanto che non mi sarebbe stato dato alcun rinnovo, ma anche che i tavolini sarebbero dovuti sparire immediatamente. Ovviamente non ho potuto fare altro che adeguarmi". Un provvedimento molto duro, dunque, che, dice Carmine, "cade all'inizio della stagione, quando con una prima giornata di bel tempo il lavoro di un giorno è come quello di giorni e giorni d'inverno, con un danno forte per l'attività". Ora, per rispondere al provvedimento del Comune, Giuliani presenterà le proprie osservazioni a brevissimo. "Non potrò che ribadire che avevo già fatto i passi necessari per concordare il rinnovo della concessione del suolo pubblico in piazza De Gasperi protocollando la richiesta di rinnovo e aspettando indicazioni sulle date dall'amministrazione stessa - spiega - Confido nel buonsenso degli uffici, con cui i rapporti per la verità sono stati buoni finora, perché a oggi non so né se, né quando potrò rimettere i tavolini esterni. Senza contare che per l'arredo esterno avevo anche previsto investimenti e spese di cui avevo informato il Comune". palazzo-giustizia-tribunaleMa, come anticipato, vi è anche un secondo aspetto problematico che grava su tutti i locali operanti nella piazza rinnovata ed è l'azione giudiziaria avviata da un residente contro i rumori notturni emessi dalle attività sia con le attività interne, sia con quelle esterne. "Siamo stati citati in Tribunale e anche per questo motivo, naturalmente, il Comune ha ritenuto di non procedere con il rinnovo della concessione, ritenendo questo secondo aspetto ulteriormente ostativo al rilascio dell'autorizzazione - spiega ancora Carmine Giuliani - Però anche su questo aspetto una cosa va detta: le rilevazioni fonometriche allegate dal privato risalgono addirittura a una sera dell'agosto 2012, dunque 4 anni fa. Vennero effettivamente registrati alcuni sforamenti sui limiti, ma nel frattempo qui è cambiato tutto: non c'è più il parcheggio con il rumore di auto e moto in perenne transito, la viabilità è stata profondamente modificata, la piazza è stata in larghissima parte pedonalizzata, paradossalmente persino la contestatissima pavimentazione in ghiaia ha un effetto fonoassorbente maggiore rispetto all'asfalto del parcheggio precedente. Eppure nella citazione è allegato quell'unico rilevamento di 4 anni fa, mentre noi ogni anno effettuiamo le nostre prove obbligatorie che dobbiamo allegare alla richiesta per il suolo pubblico. E l'amministrazione le ha recepite perché a norma". Al di là di come andrà lo scontro in Tribunale, resta il fatto che per ora piazza De Gasperi - di suo non proprio un capolavoro dopo il "restyling" del 2015 - è completamente priva di tavolini ma nel contempo è pressoché inutilizzabile - causa ghiaia e pochissime panchine - da cittadini e turisti. "La situazione che si è creata è incredibile e finché Arpa non procederà con nuove verifiche, lo stallo rischia di prolungarsi fino a chissà quando - conclude Giuliani - Ora noi chiederemo al Comune almeno un permesso per l'occupazione temporanea, in ipotesi solo fino alle 22. Potrebbe essere una soluzione ponte per ridurre l'impatto economico e sui dipendenti del divieto per i tavolini. Per il resto, confidiamo nel buonsenso ma siamo pronti comunque a portare avanti le nostre ragioni in tutte le sedi".

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