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Non è la Rai: svizzeri al voto per abolire canone e servizio pubblico radio-tv

In Italia il dibattito riemerge periodicamente, ovviamente senza aver mai portato a nulla (se non l'inserimento della somma da versare nelle bollette). In Svizzera la questione si risolverà invece con un voto popolare. Per quale obiettivo? Quello...

In Italia il dibattito riemerge periodicamente, ovviamente senza aver mai portato a nulla (se non l'inserimento della somma da versare nelle bollette). In Svizzera la questione si risolverà invece con un voto popolare. Per quale obiettivo? Quello di molti italiani: abolire il canone radiotelevisivo (400 franchi ovvero circa 360 euro, uno dei più alti d'Europa), con cui anche la popolarissima Rsi si finanzia in buona parte. L'iniziativa popolare lanciata dall'Associazione No Billag (dove Billag è il nome della società privata che riscuote il canone oltreconfine) è stata coronata dall'appoggio di 112.191 firme valide di cittadini elvetici di cui proprio oggi la Cancelleria federale ha confermato la validità. Ancora da fissare la data esatta della consultazione.

Nella richiesta dei promotori si chiede che la Confederazione perda il diritto di riscuotere canoni ma anche che non possa sovvenzionare o gestire emittenti radio o televisive (come invece ora accade per la Società svizzera di radiotelevisione, SSR-SRG, che gestisce il servizio pubblico radiofonico e televisivo svizzero).

L'alto costo del canone è dovuto in parte al fatto che in Svizzera, oltre alla casa madre (SRG-SSR) ci sono 4 radiotelevisioni nazionali (dette unità aziendali) di 4 lingue diverse (tedesco, francese, italiano e romancio).
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