Cronaca

Gli esami di terza media, la lettera di una mamma: "Umiliante quel 7 a mia figlia"

Ospitiamo la lettera di una "mamma indignata", come l'autrice stessa si definisce senza troppi di giri di parole. Ci parla della "delusione che io e la mia famiglia proviamo alla conclusione del triennio del ciclo della scuola secondaria di primo...

Gli esami di terza media, la lettera di una mamma: "Umiliante quel 7 a mia figlia"

Ospitiamo la lettera di una "mamma indignata", come l'autrice stessa si definisce senza troppi di giri di parole. Ci parla della "delusione che io e la mia famiglia proviamo alla conclusione del triennio del ciclo della scuola secondaria di primo grado Ugo Foscolo di nostra figlia". Qui, serve la prima precisazione: pubblichiamo un contributo i cui contenuti sono già stati illustrati ai vertici della scuola, per i quali è ovviamente garantita la massima disponibilità ad ospitare repliche o differenti punti di vista (scrivere a redazione@comozero.it).

Tornando alla lettera - scritta "all'indomani della conclusione degli esami e della pubblicazione dei risultati, affinché non si pensi che si intenda così influenzarne l'esito ma semplicemente per esprimere il dispiacere per lo stato attuale della nostra scuola - il nucleo del discorso verte su un voto e sulla sua origine. Ossia il 7 con cui la studentessa è stata ammessa agli esami finali di terza media. Un giudizio giudicato troppo basso e immeritato dalla madre, la quale sottolinea di aver chiesto di persona spiegazioni sui criteri a coordinatrice e dirigente della "Foscolo", soprattutto in rapporto ad altri voti di ammissione nella stessa classe, ma senza risposte esaudienti.

Prima di lasciarvi allo scritto integrale della mamma - della quale, per tutelare la riservatezza soprattutto della figlia - non citeremo né nome né cognome pur avendo tutti gli estremi in nostro possesso, ribadiamo l'apertura a ospitare il contraddittorio, a partire dalla stessa scuola, pur sempre nell'ambito della correttezza dei toni e della civilità dei contenuti.

Gentilissima Dottoressa Marzia Pontremoli (dirigente scolastica alla "Ugo Foscolo", ndr),

intendo esprimere, come ho già fatto alla consegna della pagella, quanto non mi sembri equo per mia figlia il voto di idoneità 7 .

Nel corso di quest'anno non c'è stata l' occasione di parlare direttamente con Lei, perché per fortuna mia figlia, malgrado la sua classe sia stata ormai classificata come una classe problematica, è una gran brava ragazzina. Si è sempre distinta come allieva responsabile, attenta, precisa nelle consegne, diligente nello studio ma, cosa che tra tutte per me è la più importante, educata e rispettosa dei compagni e dei docenti, anche durante le ore di geografia e di scienze, come era suo dovere fare, in cui in classe regnava un clima di totale disordine e caos.

Le ricordo che lo scorso febbraio un compagno faceva il "lanciafiamme" incendiando lo spray del deodorante durante la spiegazione del professore. Sì, è vero, questa descrizione è fatta dalla mamma, ma corrisponde all'allieva così come emerso dai colloqui con gli insegnanti di classe, verificabile in ogni momento. I voti scolastici di nostra figlia sono per noi fonte di soddisfazione e completamente meritati, nessuna materia era insufficiente. Detto questo dovrei pensare che nel mondo della scuola le aspettative sono molto alte, che l'impegno costante nelle discipline, ma soprattutto la correttezza della ragazza, la responsabilità che ha sempre dimostrato nella vita scolastica, l'essere sempre presente nei momenti di verifica senza far uso di "assenze strategiche", valgano un 7 come voto di ammissione. Sembra poco comunque, ma se le regole fossero uguali per tutti sarebbe giusto.

Però non è così.

Quale rapporto può esserci tra questa situazione e altre in cui sono state trasformate insufficienze in sufficienze, a fronte di libretti e registri stracolmi di note, di comportamenti insolenti e maleducati nelle ore di lezione? Queste situazioni meritano un voto di ammissione 6.

È stato veramente difficile per noi genitori cercare di spiegare perché alcune situazioni, sicuramente problematiche e delicate più di quanto sembrino a noi, vengano valutate diversamente dalla scuola.

Abbiamo fiducia nel corpo docenti di mia figlia e immaginiamo che ci siano validi motivi per certe decisioni prese, ma quel 6 vicino a quel 7 è umiliante; agli occhi di un quattordicenne lo scarto tra i due voti è troppo piccolo, le realtà sono molto più lontane di un decimo.

Non avrei veramente pensato di finire il ciclo di scuola del mio terzo figlio alla Foscolo con queste amare considerazioni. P.S. Tutti promossi, anche chi non ha fatto nulla durante l'anno e molto poco agli esami. Il merito conta ancora?

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