Como, se il migrante in casa diventa un affare: "Affitti da 600 euro salgono anche a 1.500"

Non sono pochi i passaggi forti del verbale relativo alla Commissione comunale sui Servizi Sociali svoltasi a Palazzo Cernezzi il 19 ottobre. Un documento leggermente datato, dunque, ma che propone un rapido spaccato della "questione profughi"...

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palazzo-cernezzi-2Non sono pochi i passaggi forti del verbale relativo alla Commissione comunale sui Servizi Sociali svoltasi a Palazzo Cernezzi il 19 ottobre. Un documento leggermente datato, dunque, ma che propone un rapido spaccato della "questione profughi" certamente attuale anche a gennaio 2016. Quel giorno, oltre ai consiglieri comunali di vari schieramenti, al tavolo sedettero pure i rappresentanti di alcune realtà attivamente operanti nel settore dell'accoglienza profughi. In particolare, i soggetti del mondo associativo e cooperativo presenti erano: il Girasole, Simploké (emanazione Caritas), il Focolare, Intesa Sociale e Mani unite per l'umanità. L'obiettivo principale del confronto era ovviamente una maggior comprensione del fenomeno in questione con illustrazioni per linee generali delle azioni intraprese fino a quel momento e quello possibili per il futuro. Ma l'aspetto specifico che emerge con nitidezza dal verbale di quella commissione è il ruolo sempre più cruciale (e alquanto remunerativo per i proprietari) che rivestono i singoli appartamenti sparsi in città e in provincia per ospitare i profughi presi in carico dalle coop o dalle associazioni.

Il Palazzo del Governo in via Volta a Como, attuale sede della PrefetturaIl concetto viene subito esplicitato dal rappresentante di Intesa Sociale che "per la pressante richiesta da parte della Prefettura" spiega come la cooperativa abbia "fatto la scelta di prendere in affitto degli appartamenti in varie zone della provincia, dove collocare i migranti". Una scelta che - recita sempre il verbale, dopo aver dato conto dei 30 profughi in carico allo stesso soggetto - costringe "ad avere un fondo di almeno 200-250mila euro" sia per garantire tutti i servizi di assistenza, sia perché "la Prefettura non è puntuale con i pagamenti" e dunque spesso i soldi "devono tirarli fuori di tasca loro". Subito dopo è il turno della Cooperativa "il Girasole" e "anche loro hanno fatto la scelta degli appartamenti essendo molto più facili da gestire rispetto a un centro". Premesse a cui fa seguito un altro passaggio chiave, riferito dall'Associazione Simploké, espressione della Caritas. "Chi accoglie è ostaggio della burocrazia e della frustrazione per l'aumento vertiginoso delle persone (da accogliere, ndr) - è la posizione riferita dal verbale - L'80% di loro ha il diniego (presumibilmente rispetto alla domanda per lo status di rifugiati o di protezione per motivi umanitari, ndr), tenendo in considerazione che nel territorio ce ne sono dalle 800 alle 900 senza titolo". Dati impressionanti, se confermati in queste dimensioni e proporzioni da ottobre a oggi, che testimoniano come sia ampia la zona grigia dei flussi migratori in arrivo anche sul Lario.

immigrati-prestino"Per ora - riprende poi il documento ufficiale sintetizzando la posizione di Simploké espressa a fine ottobre - si sta rispondendo positivamente ma si sta arrivando al collasso, quindi la preoccupazione è forte si sta già iniziando ad avere sofferenza per i pasti, accoglienza ecc...La vera preoccupazione (lavoro, casa, ecc) è per quando escono dal sistema. Se escono dall'Italia va bene ma se rimangono, quindi fuori dall'iter, sono per la strada con i problemi che ne conseguono. Per quanto riguarda i lavori socialmente utili, è sempre stato complicato poterli realizzare". Un quadro davvero fosco, insomma, quello tratteggiato in autunno tra grandi numeri di immigrati senza riconoscimenti di protezione o di status particolari, difficoltà pratiche nell'accoglienza, timori per un fenomeno potenzialmente poco governabile se "riversato" sulle strade. E qui si arriva all'effetto "droga" sul normale costo degli affitti degli alloggi dei privati.

Dopo una serie di scambi tra consiglieri e ospiti, la parola torna ai rappresentanti di Intesa Sociale, che spiegano il meccanismo delle trattative con i proprietari di appartamenti quando ne serve uno o più di uno per ospitare i migranti: "Se il valore di affitto di un appartamento è di 600 euro - si legge - te lo affittano a 800-900 euro. Quando si è stati "stretti" dalla Prefettura per risolvere l'urgenza, si è pagato anche 1.500 euro al mese più le spese. Avessi avuto un centro di accoglienza avrei avuto 70mila euro in tasca". Insomma, chi decide di mettere un alloggio di proprietà a disposizione dell'emergenza migranti si fa pagare bene il servizio. Anche il 100% in più del valore di mercato. Con i soldi che, sborsati dalle cooperative via fondi statali, sfuggono alla finalità principale (accoglienza e assistenza) e finiscono nel mercato immobiliare.

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bruno-magattiIn chiusura, va sottolineato come a fine commissione l'assessore Magatti rivelo che la Prefettura chieste anche a Palazzo Cernezzi appartamenti da destinare agli immigrati, ma la risposta fu che "è impossibile" sollecitando inoltre i soggetti già citati a "scelte opportune e non fatte a caso" nell'individuazione degli alloggi da utilizzare a quello scopo.

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