Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Giuseppe Caggiano da Carugo sventola il Drappo Bianco: "Non morirò ucciso da Stato e banche"

Ma chi è questo Giuseppe Caggiano che ha inventato il movimento Drappo Bianco (Drappobianco.it) e ogni tanto fa risvegliare città e paesi tra lenzuola bianche listate a lutto? "Ho 48 anni, sono sposato, ho due figli, 2mila metri di capannone a...

Giuseppe Caggiano da Carugo sventola il Drappo Bianco: "Non morirò ucciso da Stato e banche"

Ma chi è questo Giuseppe Caggiano che ha inventato il movimento Drappo Bianco (Drappobianco.it) e ogni tanto fa risvegliare città e paesi tra lenzuola bianche listate a lutto? "Ho 48 anni, sono sposato, ho due figli, 2mila metri di capannone a Carugo, 9 dipendenti e mi sono trovato un'Imu di 33mila euro dalla mattina alla sera. Non voglio morire ucciso da Stato e banche, e con partiti e aggregazioni non abbiamo nulla a che fare". Eccolo l'imprenditore di Carugo, settore lavorazione marmi, diventato piuttosto noto negli ultimi mesi per due fattori: i drappi appesi ai muri dei quartieri e le numerose e infervorate apparizioni nei talk-show politici sulle reti nazionali. Dove vuole o può arrivare il movimento è ancora oscuro persino a lui, che lo ammette senza problemi.

"Non ho, non abbiamo alcuna intenzione di creare l'ennesimo partitino o partitello inutile - afferma - Sotto il simbolo del drappo bianco ci sono soltanto nomi e cognomi di singole persone che non ne possono più della situazione italiana. Aspiriamo ovviamente a cambiare la cose, ma non siamo quelli che gridano alla rivoluzione, all'assalto al Parlamento o alla cacciata dei politici. La speranza è modificare un sistema chiuso e ingiusto soprattutto verso chi lavora".

I numeri, ad oggi, sono piccoli: qualche centinanio di persone, comunque capaci di far apparire il drappo listato a lutto in diverse regioni d'Italia, Sardegna compresa. "I cittadini capiscono il nostro messaggio - dice Caggiano - ma la paura verso le conseguenze dell'esporsi nei confronti di banche e Stato, che sono capaci di schiacciarti in un attimo, è ancora forte. Lo capisco, ma non ci arrendiamo".

Inutile dire che in questo quadro la politica tradizionale - quella oggi animata da Pd, Forza Italia, Lega, Grillo e altri partiti - è quanto di più lontano possibile dai modi "ruspante" del Drappo. "La Lega gridava contro Roma ladrona e poi si è scoperto che non era per niente diversi da chi ha rubato per anni - spiega il marmista - Grillo ha preso 9 milioni di voti ma poi si è chiuso nel proprio recinto limitandosi a dire che tutti gli altri politici devono andare a casa. Gli altri partiti, li vediamo all'opera ogni giorno tra tasse, privilegi e ingiustizie. E' per questo che noi vogliamo rimanere una forza tranquilla ma decisa, fuori dal Parlamento. Un movimento di popolo che scende nelle strade e nelle piazze con le proprie facce. Soltanto il popolo, e non un nuovo partitino, per ora può cambiare le cose".

Il temi centrali della battaglia sono 3: tasse, Stato e banche. "Decine di piccoli e medi imprenditori e molti artigiani in questi anni hanno dovuto chiudere. Sono diventati tutti improvvisamente scemi? Io non credo - dice Caggiano - Ma quando le tasse ti strozzano, le banche chiudono i rubinetti e lo Stato ti riempie di burocrazia, resistere può diventare impossibile. Io mi sono stancato di subire ingiustizie dopo aver lavorato come un mulo per 20 anni e ricevendo indietro soltanto tasse e burocrazia, senza nulla in cambio". Il programma, però, per ora non va oltre la denuncia. Non esiste un articolato minimo di linee guida. "Ma è giusto così - ribatte Caggiano - Che senso avrebbe mettersi a scrivere pagine di programmi se poi non ci fossero i numeri? Nessuno. Per questo dico sempre: tra un anno ci conteremo e allora vedremo che struttura darci e quali programma realizzare. Oppure l'esperienza finirà, perché evidentemente gli italiani stanno bene e non sentono il bisogno di un movimento popolare che provi a cambiare lo status quo".

Il vero problema - come per ogni iniziativa - è farsi conoscere. "Nessuno ci vede o meglio, molti fanno apposta a non vederci. Come i clandestini nella Santarella dell'ex Ticosa: tutti sanno che ci sono, ma tutti chiudono gli occhi. Lo stesso con noi. Ma fa niente: la nostra forza sono le singole persone, che anche da casa loro possono darci sostegno iscrivendosi tramite il sito. Poi tireremo le somme".

Ultimo messaggio rivolto a chi - comunque - in questi mesi ha tentato e tenta di "agganciare" il Drappo Bianco. "Noi ci dissociamo da ogni iniziativa di partiti o singoli che vogliano cavalcare il nostro movimento - afferma Caggiani - Non siamo un cavallo da cavalcare, ma semmai da curare e tenere pulito. Noi siamo il popolo".

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