Giunta fiume sulla Ticosa, consenso sul progetto Multi. Ma i nodi legali restano

Via libera ufficioso e di massima, ma comunque ancora a metà. La riunione fiume della giunta comunale sul progetto-bis di Multi per l'ex Ticosa non ha scaturito l'atteso via libera finale, se non su una parte specifica. Il che, volendo, è già un...

Giunta fiume sulla Ticosa, consenso sul progetto Multi. Ma i nodi legali restano

Via libera ufficioso e di massima, ma comunque ancora a metà. La riunione fiume della giunta comunale sul progetto-bis di Multi per l'ex Ticosa non ha scaturito l'atteso via libera finale, se non su una parte specifica. Il che, volendo, è già un passo avanti, dato che per la prima volta l'esecutivo ha affrontato formalmente il tema. Ma, nel contempo, l'accordo sostanziale di sindaco e assessori sull'aspetto progettuale della proposta formulata dalla multinazionale non ha ancora risolto i molti e intricati nodi giuridici sul tappeto. Nodi che, essenzialmente, sono rappresentanti dal contenzioso ancora in atto davanti al Consiglio di Stato che vede Comune e azienda contrapposti per la reciproca richiesta di danni dopo la fine burrascosa del faraonico progetto precedente. L'aver disteso gli animi ed essere tornati allo stesso tavolo da qualche mese per valutare se ed eventualmente come proseguire la collaborazione avviata nel 2005 con tanto di gara da 15 milioni (aspetto quantomai vincolante, questo) non ha sanato - e non avebbe effettivamente potuto farlo - la guerra a suon di carte bollate tuttora pienamente in essere. Che accadrà ora, dunque?

Sul fronte della proposta progettuale di Multi, non vi sono grandi novità. Le basi del progetto sono sempre quelle: 9.600 metri quadrati di spazi commerciali immersi in un parco, un grande parcheggio non interrato, 150 alloggi in regime di housing sociale con l'intervento diretto della Cassa depositi e prestiti, una proposta migliorativa sul fronte della viabilità per il nodo via Grandi-viale Roosevelt. E, come già detto, queste linee generali anche oggi sono state condivise in larghissima parte della giunta comunale. Già molto più critico, invece, il tema puramente economico, con i privati che intenderebbero versare "cash" a Palazzo Cernezzi una cifra dimezzata rispetto alle origini (da 15 a circa 7 milioni) soprattutto a causa della falcidie dei metri cubi edificabili (residenziali e commerciali) rispetto alla proposta che vinse la gara quasi 10 anni fa.

Le prossime giornate, dunque, vedranno protagonisti soprattutto lo stuolo di reciproci avvocati e urbanisti per capire come sia possibile - con il contenzioso legale aperto - trovare un'intesa che sia il più possibile immune da ricorsi da parte di terzi. Il tutto, naturalmente, con l'obiettivo di tutelare i reciproci interessi. Altra ipotesi, invece, è quella dell'impraticabilità di proseguire il rapporto con Multi con conseguente avvio di un "piano B" per recuperare l'area, ma anche in questo caso difficilmente i tempi sarebbero brevissimi. Anche perché a quel punto servirebbe quasi certamente una nuova gara pubblica.

In ultimo, per quanto riguarda i prossimi passi, serviranno almeno una-due settimane prima che in un modo o nell'altro Palazzo Cernezzi possa disporre di un parere definitivo sulla strada da intraprendere, che - qualunque essa sia - potrà comunque difficilmente essere considerata "sicura" al 100%, vista l'enorme complessità giuridica della vicenda. Insomma, perché il puzzle Ticosa si componga resta ancora da attendere il 51% dell'opera. Altrimenti, non resterà che ridisporre le "tessere" in tutt'altro modo. E, forse, ripartire da zero.

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