Cronaca

Giornalista comasco sotto tutela: Nello Scavo ha ricevuto minacce dopo l'inchiesta sul traffico di migranti

Al redattore dell'Avvenire solidarietà anche da Roberto Saviano

Il giornalista comasco dell'Avvenire Nello Scavo nella foto di Facebook

La polizia di Como ha messo sotto tutela il giornalista dell'Avvenire Nello Scavo già da qualche giorno, anche se la notizia è trapelata poche ore fa. La “colpa” del giornalista comasco, che l’ha messo sotto i riflettori della criminalità libica, è quella di aver portato avanti un'inchiesta, condotta per il quotidiano della CEI e partita nel 2017, in cui Scavo aveva svelato il ruolo cruciale di un libico noto come Bija e soprattutto aveva documentato con foto come costui fosse presente durante un incontro in Sicilia fra le autorità italiane e quelle libiche, nell'ottica dell'accordo per bloccare le partenze dei profughi dalla costa africana verso lo Stivale. Presenza quantomeno scomoda, visto che un report dell’Onu, datato 2016, già indicava lo stesso Bija e il suo clan come responsabile di una serie di uccisioni di profughi nel campo di prigionia di Zawyat.

Ecco allora che il libico comincia a postare su Facebook una serie di informazioni personali del giornalista comasco e di un'altra collega dell'avvenire, Nancy Porsia, rispetto alla famiglia della quale addirittura fa riferimenti espliciti, con nomi e cognomi anche dei bambini. Da qui la decisione della procura di Como di porre Nello Scavo sotto sorveglianza e ovviamente la risposta di solidarietà di tutto il mondo dell'informazione, della politica e dell’associazionismo, a partire ovviamente dai colleghi comaschi che lo conoscono bene, alla redazione dell'Avvenire, ai tanti giornalisti che hanno voluto manifestargli solidarietà. “Forza forza @nelloscavo”, scrive Davide Allegretti del Foglio. Dichiarazioni di vicinanza arrivano da Valentina Furlanetto di Radio 24 Il Sole 24 ore.

E arriva l'appoggio, non privo di qualche accusa destinata alla politica, di Roberto Saviano, che a Propaganda Live, oltre a esprimere solidarietà al giornalista, non manca di sottolineare le responsabilità “di una politica italiana criminale, che ha fatto operazioni sporche, esponendo chi racconta la verità”. Non si fa attendere ovviamente la presa di posizione del Governo, con il viceministro dell'interno Crimi, che ha voluto sottolineare come quelle postate da Bija siano “vere e proprie minacce, poi non tanto velate”, ecco allora la necessità di porre il giornalista sotto tutela.

«Sono sereno e rifarei tutto il lavoro che ho fatto, senza alcun timore», è stata la reazione a caldo di Nello Scavo, che continuerà nei prossimi giorni il suo lavoro di giornalista, sotto l'impegno per la tutela della sua sicurezza da parte della polizia.
 

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