Cronaca

Freno ai solisti (Spallino in primis) e bilancio: centrosinistra alla verifica politica, atto secondo

Verifica di maggioranza, parte seconda. Martedì 10 marzo, sempre alla Cascina Massè di Albate, andrà in scena il bis del primo confronto tra tutti i partiti di centrosinistra che sostengono il sindaco Mario Lucini e la giunta di Como. Il primo fu...

La giunta di Lucini in piedi per l'inno nazionale

Verifica di maggioranza, parte seconda. Martedì 10 marzo, sempre alla Cascina Massè di Albate, andrà in scena il bis del primo confronto tra tutti i partiti di centrosinistra che sostengono il sindaco Mario Lucini e la giunta di Como. Il primo fu sostanzialmente una bella bicchierata d'acqua fresca (lo dimostra il comunicato ufficiale diffuso all'epoca), tanto che è oggettivamente impossibile notare una qualche differenza di metodo, merito o persino stile in consiglio comunale e nello stesso esecutivo. Unica eccezione, il furente scontro Luca Gaffuri-Bruno Magatti sul futuro (tuttora nebuloso) dell'ex Casa Albergo di via Volta.

Ad ogni modo: faccia a faccia, tra due giorni, si troveranno ancora Pd, Paco-Sel, Amo la mia città, Italia dei Valori, Partito Socialista e Como Civica. Ques'ultima non citata per ultima per una questione di importanza (anzi, a livello numerico è la lista più corposa a Palazzo Cernezzi dopo il Pd), bensì perché proprio la "creatura" dell'assessore Lorenzo Spallino sembra quella più nel mirino degli alleati (e anche quella meno convintà della bontà di queste assemblee).

Sebbene l'ordine del giorno della riunione sia inspiegabilmente più segreto di uno 007, i tem che sembrano essere più caldi sono un paio. Il primo riguarda la costituzione del bilancio di previsione 2015 del Comune, il documento essenziale per l'attività politico-amministrativa teoricamente atteso entro fine marzo ma che molto più probabilmente slitterà di qualche settimana. Facile immaginare che, in tema di contabilità e scelte politiche relative, sarà accesa la discussione su quali priorità individuare, finanziare, sostenere o sacrificare con le scarne risorse disponibili nelle casse municipali. Tra l'altro, ci sarà da fare i conti con l'ennesima stangata sui conti comunali targata Roma, a causa del "contributo alla finanza pubblica" richiesto dal governo a Palazzo Cernezzi che quest'anno sarà superiore di oltre 400mila euro rispetto al 2014. spallino-tumblr-comuneIl secondo argomento "caldo" sarà eminentemente politico. E si potrebbe sintetizzare così: "Stop ai solisti di giunta". Un tema molto caro soprattutto a Paco-Sel, ancor più ad Amo la mia città (Gisella Introzzi lasciò la giunta rimarcando la scarsa collegialità dell'esecutivo, ndr) e ai due "pierini" del Pd, Guido Rovi e Raffaele Grieco. Inutile dire che, provando a calare l'argomento generale sulle persone, due paiono gli assessori nel mirino: su tutti, Lorenzo Spallino (Urbanistica) e poi Daniela Gerosa (Mobilità, Parchi e Giardini).

Nei confronti del primo - e non è cosa di oggi - è da tempo in corso un "mugugno allargato" sulla gestione molto personale di questioni scottanti come il monumento di Libeskind, l'ipotizzato nuovo autosilo in viale Varese, i "flash" a ripetizione lanciati su singole ma simboliche vicende (la pedonalizzazione di viale Geno, il caso delle fioriere da proibire in centro), e infine la foschia che ancora, a 3 anni dalle elezioni, avvolge il futuro dell'ex Ticosa. Riguardo a Daniela Gerosa, l'elettricità sembra minore. Ma anche in questo caso, la mancata realizzazione del restyling delle piazze pedonalizzate, qualche dubbio sul piano economico-finanziario sulla "nuova Villa Olmo", qualche timore sui prossimi cantieri in viale Geno e piazza De Gasperi porteranno probabilmente a qualche confronto vivace. A metà strada tra i due assessori, il ritardo sulla realizzazione dell'info-point al Broletto e - in generale - l'assenza di una sola, vera opera-vetrina da presentare a comaschi e turisti per l'inaugurazione di Expo.

Terza e ultima variabile, i documenti pare già predisposti e condivisi da più di una lista civica ma senza il coinvolgimento diretto del Pd, cose che ai dem piace poco. Ma alla fine, tra mugugni e miccette innescate, non è difficile immaginare come finirà questo second round di verifica politica: senza rotture eclatanti e con un comunicato di "rinnovata unità e spirito di rilancio per la volata finale del mandato".

Ma l'acqua, probabilmente, nel pentolone continuerà a bollire.
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