Cronaca

Frangi (Fondazione Volta) infierisce sul flop di Civati e dei referendum di "Possibile"

Non è proprio comunissimo che il presidente di una Fondazione nonché presidente di un'associazione di categoria esulti apertamente (e sarcasticamente) per l'insuccesso di un partito o di un movimento politico. Eppure, al di là di usi, costumi e...

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Non è proprio comunissimo che il presidente di una Fondazione nonché presidente di un'associazione di categoria esulti apertamente (e sarcasticamente) per l'insuccesso di un partito o di un movimento politico. Eppure, al di là di usi, costumi e "bon ton" più o meno istituzionali e consolidati, a Como il (magari anche un po' ipocrita) silenzio di cortesia è stato fragorosamente infranto da una personalità di spicco. Si tratta di Mauro Frangi, numero uno di Confcooperative e oggi presidente della Fondazione Volta, nata dalla fusione tra Univercomo e Centro Volta ed ente (partecipato da molte istituzioni del territorio, Comune di Como in primis) che sta promuovendo direttamente la candidatura del capoluogo a capitale della cultura italiana.

frangi-possibile-1Ebbene, oggi, alla notizia che "Possibile", la creatura dell'ex Pd Pippo Civati, non ha raggiunto le firme necessarie per portare al voto gli italiani su 8 referendum (ne abbiamo parlato qui e qui), Frangi ha dismesso la giacca istituzionale e ha vestito quella dell'ultras. Renziano, come egli stesso - grande animatore anche della Lariopolda - da tempo si professa pubblicamente. E così, con toni tra il velenoso e l'apertamente sarcastico, il presidente della Fondazione Volta si è fatto beffe del flop nazionale e locale di Civati e - altro elemento ad aggiungere pepe - del comitato comasco di "Possibile" che ha in Paolo Sinigaglia, già componente del cda della Fondazione Volta dimessosi polemicamente nel luglio scorso, l'uomo simbolo.

frangi-possibile-2Sfruttando appieno i sociale network, Frangi ha dapprima condiviso questa frase del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: "Oggi 3 buone notizie: aumentano gli occupati, calano i disoccupati e diminuiscono gli inattivi! #lastradagiusta". Ma, di suo, ha aggiunto questo commento - diciamo così - salace: "Aggiungo una quarta buona notizia. Civati #possibile ha annunciato il suo grande successo: non è riuscito a raccogliere le 500mila firme necessarie per i suoi otto folli referendum (2 sul Job Act)", il tutto condito dagli immancabili hashtag renziani #lastradagiusta #possibile. Chiara la beffarda ironia del messaggio. E se anche non fosse stata chiara, un secondo post di Frangi ha spazzato via ogni dubbio sulla volontà di "infierire" su Civati e colleghi: "#impossibile #lavoltabuona Si sono contati e hanno scoperto di non contare". Il tutto come titolo di un vecchio sloga lanciato da "Possibile" per lanciare i referendum e che aveva proprio la parola "contiamoci" tra quelle principali.

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