Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Fontana di Camerlata, per il restauro verrà usato il laser

Per salvaguardare la fontana di Camerlata (progettata nel 1936 da Cesare Cattaneo e Mario Radice per la sesta Triennale di Milano) il Comune di Como mette in campo tutte le più sofisticate e innovative tecniche di controllo e conservazione. E'...

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Per salvaguardare la fontana di Camerlata (progettata nel 1936 da Cesare Cattaneo e Mario Radice per la sesta Triennale di Milano) il Comune di Como mette in campo tutte le più sofisticate e innovative tecniche di controllo e conservazione. E' stato infatti affidato diagnostica per effettuare un rilievo geometrico-dimensionale del monumento con l'ausilio delle tecnologie strumentali più aggiornate e un incarico di diagnostica e monitoraggio per effettuare il rilievo dell'attuale quadro fessurativo e delle patologie di degrado.

Esperti al lavoro - Sono stati individuati due professionisti esterni, l'architetto Piergiorgio Peverelli di Bergamo e l'architetto Michela Catalano di Como. L'architetto Piergiorgio Peverelli (per un importo complessivo di 1.872 euro) effettuerà una scansione laser di tutta la fontana, provvederà quindi ad un'unione delle varie scansioni e alla creazione di un unico modello e realizzerà una serie completa di tutte le piante e delle quattro sezioni complete dell'edificio. L'architetto Michela Catalano (per un importo complessivo di 4.950,40 euro) effettuerà un rilievo diretto del quadro fessurativo e delle patologie di degrado e elaborerà delle tavole grafiche rappresentative dello stato di conservazione del manufatto (piante, prospetti, sezioni). I lavori sono già partiti e proseguiranno nel corso delle prossime settimane.

Conservazione programmata - Si tratta di un nuovo passo in avanti per il restauro della fontana. Il monumento, insieme all'asilo Sant'Elia e al Monumento ai Caduti, è uno degli edifici di età razionalista scelti per attuare il progetto di conservazione programmata predisposto dal Comune di Como e finanziato dalla Fondazione Cariplo con 275mila euro (l'importo stanziato dall'amministrazione è di 225mila euro). L'assessorato all'Edilizia Pubblica, rappresentato da Francesco Scopelliti e diretto dall'ingegner Antonio Ferro, per poter articolare i successivi interventi di conservazione programmata, ha quindi affidato un incarico esterno, dopo avere verificato l'assenza di professionalità interne al Comune che avessero le specifiche competenze necessarie.

I danni - La fontana è costituita da una struttura metallica a traliccio, rivestita in graniglia di cemento bianco con inerte marmo di Musso realizzato parte in opera e parte in officina, e successivamente montato in opera. Nello specifico, gli anelli sono stati rivestiti in opera utilizzando una di rete di ferro, posata a doppio strato con dei distanziatori dalla struttura a traliccio, in modo da lasciare margini per le dilatazioni termiche. La rete ha la funzione di armare la malta cementizia, che è stata posata a più strati consecutivi di materiale omogeneo, per spessori complessivi pari a cm. 4-6. La sezione tipo degli anelli, così descritta, presenta all'interno una camera d'aria con problemi di formazione di condensa, pertanto, nell'ultimo restauro, sono stati ripristinati e numericamente incrementati i fori con sezione di circa 5 mm, realizzati nel rivestimento inferiore degli anelli e delle sfere, per consentire lo scolo della condensa e migliorare, nel contempo, la ventilazione all'interno delle parti. Attualmente, ad un esame macroscopico della fontana, sono visibili cavillature sottili nel rivestimento in graniglia di cemento bianco e marmo di Musso e cavillature continue per diversi metri con andamento orizzontale che interessano quasi esclusivamente gli anelli della fontana, in prossimità dei margini inferiore e superiore dei rivestimenti verticali e, inoltre, su tutte le superfici risultano evidenti depositi polverulenti e striature di dilavamento. Alcune parti del rivestimento degli anelli sono già, inoltre, in fase di distacco. L'ubicazione della fontana, posta al centro dell'omonima rotatoria in cui confluiscono le principali vie di accesso ed uscita per la città, rende il monumento soggetto a forti sollecitazioni meccaniche dovute al traffico ravvicinato di automezzi, anche pesanti, ed all'effetto del vento che provocano nella struttura spinte orizzontali e verticali continue e intense, annoverabili tra le concause del suo degrado, unitamente alle polveri inquinanti ed alle dilatazioni termiche dovute ai cicli di gelo/disgelo.

Il progetto di conservazione programmata si sviluppa attraverso l'attuazione di cinque azioni fondamentali: comunicazione, formazione, diagnostica, monitoraggio e interventi di conservazione. Il progetto presentato dal Comune di Como per la conservazione programmata dei monumenti di età razionalista (Asilo Sant'Elia, Fontana di Camerlata, Monumento ai Caduti) ha ottenuto un finanziamento dalla Fondazione Cariplo, nella misura del 55% dell'importo complessivo dell'intervento (Importo complessivo dell'intervento per il triennio 2009/2011 500mila euro, Importo finanziamento Fondazione Cariplo 275mila euro, Importo finanziamento Comune di Como 225mila euro).

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