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Giovedì, 25 Aprile 2024
Cronaca Lomazzo

Maxi operazione anti 'ndrangheta nella Bassa Comasca

All'alba perquisizioni e fermi ad Appiano Gentile, Lomazzo e Fino Mornasco, ma l'indagine coinvolge anche i territori di Milano e Reggio Calabria

Fin dall'alba sul terrfitorio della Bassa Comasca sono stati avvistati gli elicotteri della Guardia di Finanza. Si tratta di un bltiz delle forze dell'ordine per eseguire 54 fermi e un sequestro da 2,2 milioni di euro nei territori comasco, milanese e di Reggio Calabria. Dalle primissime ore della mattinata odierna, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Como e la Squadra Mobile della Questura di Milano, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, stanno dando esecuzione 54 decreti di fermo e a un decreto di sequestro preventivo d’urgenza dell'ambito di una indagine su un’associazione a delinquere di stampo ‘ndranghetista coinvolta in fatti di bancarotta, corruzione, frode fiscale, estorsione, voto di scambio, spaccio di sostanze stupefacenti e traffico d’armi ed attiva nelle province di Como, Varese, Reggio Calabria ma anche all'estero.

Gli arrestati e le accuse

Si tratta di persone di origine calabrese provenienti dalla piana di Gioia Tauro, presunti appartenenti alla cosca Molè, che in un primo periodo hanno posto in essere in modo stabile e continuativo una serie indeterminata di delitti di estorsione, usura, bancarotta fraudolenta, frode fiscale e corruzione, costringendo alcuni imprenditori lombardi al pagamento di ingenti somme di denaro per poi acquisire la totale gestione e controllo delle loro attività economiche. Vi è poi poi un ambito dell'inchiesta incentrato sul traffico di droga in Svzzera.

Come agivano

Le indagini hanno accertato che dal 2007 al 2010 gli indagati hanno compiuto numerosi episodi di estorsione a danno di imprenditori locali. Dal 2010 al 2019 alle estorsioni si è aggiunto il controllo e la gestione economica di appalti remunerativi relativi al servizio di pulizia di grandi imprese ottenuti dall’organizzazione grazie alla “collusione” di un imprenditore che si presentava quale “faccia pulita”, titolare formale di cooperative operanti nel settore, cooperative con le quali veniva ideato ed attuato un articolato sistema di frode finalizzato all’evasione fiscale attraverso cui veniva finanziata l’associazione di stampo mafioso. Dal 2018 ad oggi, una volta disarticolato in parte il sistema di frode fiscale in seguito ad alcuni arresti, sono ripresi, su larga scala, gli episodi di estorsione a danno di piccoli e medi imprenditori e di semplici cittadini. Molteplici sono stati i settori in cui vi sono indizi gravi che gli indagati siano riusciti ad estendere il loro controllo, dal settore del trasporto conto terzi alla ristorazione e ai servizi di pulizia e facchinaggio, caratterizzandone ognuno con il marchio dell’acquisizione illegale o della gestione illegale, in spregio di ogni norma a tutela degli interessi dello Stato, dei cittadini e degli altri imprenditori. Emblematico il caso di un noto ristorante milanese sito in un punto panoramico cittadino, gestito da una società riconducibile agli indagati che, dopo aver drenato notevoli risorse finanziarie illecite dagli indagati e verso gli indagati, accumulando, però, ingenti debiti nei confronti dell’erario, è stata dichiarata fallita per aver sistematicamente omesso il versamento delle imposte.

'Ndrangheta in Svizzera: traffico di droga

L'organizzazione non ha mai messo da parte l'interesse per il traffico di stupefacenti. Dalle indagini sono chiaramente emerse le mire espansionistiche verso la Svizzera e, in particolare, verso il Cantone San Gallo divenuto una vera e propria base logistica per alcuni degli indagati che vi si sono stabilmente insediati, dedicandosi prevalentemente ai traffici di sostanze stupefacenti provenienti dall’Italia, provvedendo nel contempo a radicarsi e ramificarsi allo scopo di costituire in loco nuove strutture territoriali di ‘ndrangheta. In questo filone, le attività d’indagine sono state condotte da una Squadra Investigativa Comune costituita tra l’Autorità Giudiziaria Italiana e il Ministero Pubblico della Confederazione per la Svizzera. 

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