Ex carcere di San Donnino, il Comune ci prova. Iantorno: "La possibilità di ottenerlo c'è"

"Nel Comune di Como vi sono immobili, anche in centro, di grande interesse e sui quali il settore Patrimonio sta lavorando per l'acquisizione". Questa frase un po' casuale proprio alla fine della nota ufficiale con cui l'assessore Marcello...

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"Nel Comune di Como vi sono immobili, anche in centro, di grande interesse e sui quali il settore Patrimonio sta lavorando per l'acquisizione". Questa frase un po' casuale proprio alla fine della nota ufficiale con cui l'assessore Marcello Iantorno ha comunicato per il Comune l'acquisizione gratuita dallo Stato di alloggi, box, uffici e negozi per un valore di oltre 420mila euro, non era affatto buttata lì per chiudere il discorso.

palazzo-cernezzi-2Nascondeva, infatti, il germe di un'operazione ancora allo stadio decisamente iniziale ma già inevitabilmente colma di suggestioni: l'acquisizione (gratuita) da parte del Comune di Como, sempre dal Demanio, dell'ex carcere di San Donnino di via Giovio, risalente alla metà dell'800, chiuso dagli anni '80 e da tempo messo in vendita - a quanto risulta finora, senza esito - dall'Ice, cioè l'Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane che opera sotto il controllo del Ministero dello sviluppo economico d'intesa con il Ministero degli affari esteri e a quello Ministero dell'economia e delle finanze. Ancora tra il 15 e il 18 marzo scorsi, tra l'altro, l'Ice - che ha messo sul mercato anche Villa Giovio e l'ex ospedale di Valsolda - ha "portato" l'ex carcere di San Donnino al Mipim di Cannes, il più importante evento dedicato al mercato internazionale dei professionisti del settore immobiliare.

L'obiettivo dell'agenzia - e del braccio operativo "Invest in Italy Real Estate" - ovviamente, è cedere agli investitori San Donnino incamerando un controvalore a oggi non noto ma certamente non basso viste la mole, la storia e la posizione dello storico edificio. Ma tra il dire e la monetizzazione si è inserito l'assessore al Patrimonio del Comune di Como, Marcello Iantorno, che dopo un sopralluogo nell'ex carcere un anno e mezzo fa circa, pochi giorni fa ha incontrato la nuova responsabile regionale del Demanio per parlare della struttura.

Assessore Marcello Iantorno, presidente commissione elettorale "Abbiamo avuto un confronto cordiale - dice l'assessore - E ho capito che la possibilità giuridica che il Comune possa acquisire l'immobile c'è sicuramente. Naturalmente, a titolo gratuito perché per il Comune non ha le risorse per un acquisto oneroso. Il punto fondamentale è che perché si possa cominciare a ragionare seriamente su quella strada, ci viene chiesta la presentazione di un progetto di recupero dell'immobile per poterne già definire una destinazione. Per questo ho intenzione di avviare un confronto in tempi brevi con le categorie, dagli architetti agli ingegneri passando per i costruttori, per ottenere da loro contributi e idee. E forse già il prossimo 21 aprile incontrerà nuovamente la responsabile regionale del Demanio in occasione di un convegno che ho organizzato sul Demanio federale. Senza l'aiuto dei privati e di possibili investitori esterni, l'operazione di acquisire come Comune l'edificio non starebbe in piedi e non avrebbe senso, mentre con la loro collaborazione potremmo recuperare un pezzo di storia di Como che peraltro, al di là degli ovvi e imponenti lavori di adeguamento e riqualificazione, conserva ancora perfettamente la storia e la memoria del passato come carcere".

donnino-8Peraltro, nei programmi di "Invest in Italy Real Estate" il futuro di San Donnino - edificio vincolato e valutato circa 1,6 milioni nel 2009 - è ipotizzato tramite un "restauro conservativo" per essere poi "trasformato in residenziale, commerciale e turistico ricettivo". Viene però anche precisato che l'ex carcere "è costituito da due corpi di fabbrica di forma cubica articolati su tre e quattro piani fuori terra, collegati ad un’ala che si sviluppa sul fronte principale che affaccia su via Govio, scarsamente visibile dalla strada per la presenza di un’alto muro di cinta. L’immobile, attualmente in scadenti condizioni di manutenzione, sviluppa una superficie complessiva di 1.715 metri quadrati e ben si presta, per la sua location centrale, ad essere valorizzato con trasformazione in struttura turistico ricettiva o in abitazioni".

Insomma, da un lato lo Stato fa da sé cercando in tutto il mondo il potenziale acquirente migliore per una vendita secca; parallelamente, il Comune punta a sondare le realtà locali per raccoglie le idee, proporle al Demanio, anticipare la possibile vendita, diventare proprietario dell'edificio a costo zero e poi affidare (presumibilmente tramite bando) a eventuali investitori il recupero materiale. "Ma se San Donnino non venisse venduto prima - conclude Iantorno - con un progetto serio il processo di vendita già avviato verrebbe fermato. Vedremo".

Vedremo.

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