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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

Arrestato evasore fiscale: fatture false per operazioni inesistenti. Confiscati villa e beni per 1,3 milioni

Due anni di carcere per l'evasore: sarà anche interdetto dall'attività per un anno

I Finanzieri del Comando Provinciale di Varese, su delega della Procura della Repubblica di Milano, hanno eseguito una sentenza dell’Autorità Giudiziaria di Milano con cui è stata disposta la confisca di una villa con box (in provincia di Varese)  e con un giardino di 223mq e una porzione di bosco circostante ( sempre dell’imputato e del suo nucleo familiare), e anche quote di 3 società e risorse finanziarie, fino al totale di quanto evaso pari a 1.390.000 di euro.

Il provvedimento giudiziario è arrivato con la fine del processo penale dopo le attività di polizia economico-finanziaria condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Gallarate. Tutto è cominciato da una verifica fiscale nei confronti di una società che opera nel settore edile durante la quale sono emerse numerose violazioni alla normativa penal-tributaria che avevano portato alla denuncia dell’amministratore per i reati di “Dichiarazione infedele”, “Omessa dichiarazione” ed “Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”.

In particolare, le attività dei Finanzieri erano state rivolte, da un lato, alla ricostruzione del patrimonio illecitamente accumulato dall’allora indagato e dal suo nucleo familiare e, dall’altro, all’individuazione di altre società coinvolte nel meccanismo fraudolento, di cui l’amministratore denunciato, risultava essere il padrone che si avvaleva anche di ulteriori società “cartiere”, dallo stesso “amministrate”.

La polizia economico-finanziaria ha quindi scoperto un sodalizio criminoso composto da numerose società dislocate su tutto il territorio nazionale, dedito principalmente all’emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per un valore di circa 33 milioni di euro, e da soggetti orbitanti attorno alla sua attività economica.Questo ha portato alla denuncia di altre 17 persone alle diverse Procure della Repubblicai per le stesse ipotesi di reato.

Il quadro probatorio ricostruito dalle Fiamme Gialle attraverso approfonditi accertamenti bancari e patrimoniali ha consentito al P.M. di avanzare la richiesta urgente di un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, poi convalidato dal G.I.P. del Tribunale di Milano, dei beni mobili ed immobili, anche di lusso dell'indagato.

La Corte d’Appello di Milano ha condannato l’imputato alla pena di due anni di reclusione per il reato di omessa dichiarazione e ha stabilito l’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, l’incapacità di contrattare con la Pubblica Amministrazione per un anno e anche l’interdizione perpetua dall’ufficio di componente di commissione tributaria, oltre alla confisca per equivalente dei beni nella sua disponibilità.

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