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Morte Alessandro: nel giardino della villetta esplosa a Fino Mornasco tre ordigni artigianali

A decine di metri dall'edificio trovate istruzioni per costruire una bomba

Un laboratorio chimico per dare sfogo alla sua passione per gli esplosivi, questa l’ipotesi ora al vaglio degli inquirenti per spiegare la morte di Alessandro Fino, deceduto nell’esplosione della villetta di Andrate in cui viveva con i genitori e il fratello.

Nel seminterrato infatti sono stati trovati oltre al materiale per confezionare bombe artigianali, sostanze pericolose e appunti sulla costruzione fai da te di esplosivo. In giardino poi c’erano tre ordigni inesplosi che sono poi stati fatti brillare in sicurezza in una zona isolata di Fino Mornasco, dai vigili del fuoco del nucleo Nbcr (Nucleare-biologico-chimico-radiologico).

Potrebbero essere state le sostanze pericolose custodite dal giovane a provocare la deflagrazione che ha sventato l'edificio, compromesso le case adiacenti e causato un incendio. Un botto avvertito in tutta la frazione e descritto dai residenti come “un’esplosione con la dinamite” preceduta da altri “botti” dello stesso tipo.

Ieri, 12 maggio, vigili del fuoco e inquirenti hanno passato l’intera giornata a mettere in sicurezza e “studiare” l’edificio distrutto alla ricerca di indizi che chiariscano una volta per tutte la causa dell’esplosione. Durante le ricerche intorno alla villetta, sarebbe poi emerso un dettaglio inquietante: scagliati lontano dall'esplosione insieme ai mobili, c’erano alcuni documenti scritti a mano dal ragazzo, in cui frasi deliranti si mischiano a istruzioni per la realizzazione di ordigni.

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