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Arrestata per un errore della Procura di Como, donna esce dal carcere

La 42enne, residente a Villorba, deve scontare una condanna a 1 anno e 3 mesi. il suo avvocato aveva chiesto tramite posta certificata la messa alla prova, che però non era stata neppure vagliata

E' stata incarcerata per errore: infatti il suo avvocato difensore aveva presentato istanza di affidamento in prova ma la posta certificata non è stata letta. Così venerdì scorso, 8 luglio, la donna - una 42enne residente a Villorba in provincia di Treviso - è finita in manetteper scontare una condanna di anno e tre mesi da scontare in carcere per truffa aggravata.

Come riportato dal giornale online TrevisoToday che ha raccontato la vicenda, l'ordine di esecuzione era stato emesso dalla Procura della Repubblica di Como, che ricercava la 42enne per dare esecuzione alla pena a cui era stata condannata insieme al compagno. A fermare la donna erano stati i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Treviso, che l'avevano intercettata a Mogliano Veneto. La 42enne era stata infatti giudicata colpevole di una truffa che sarebbe avvenuta a Cadorago il 7 luglio del 2018. Ma per un problema di notifica né lei né il compagno (anche lui condannato) sapevano dal procedimento in corso, in cui erano stati difesi da un legale d'ufficio che non aveva appellato la sentenza.

I due, venuti a conoscenza della sentenza solo più tardi, si erano rivolti all'avvocato Andrea Zambon che tramite pec e nei termini di legge aveva fatto richiesta di affidamento in prova. Ma la richiesta, che era unica, alla fine sarebbe andata a buon fine solo per lui. "Ho prontamente informato i carabinieri che non potevano fare quell'arresto - ha speigato l'avvocato Zambon a TrevisoToday - ma della domanda relativa alla donna non c'era traccia e i militari dell'Arma mi hanno spiegato che non c'erano alternative. E' uno dei problemi legati alle notifiche per posta certificata, che come tutta la corrispondenza via mail potrebbe anche non essere aperta o non essere compresa. Spero che presto questo sistema assurdo venga rimpiazzato dalla vecchia procedura, con un cancelliere che firma e mette un timbro per avvenuta ricezione".
La 42enne, che era stata portata nel carcere femminile della Giudecca a Venezia, è stata scarcerata nel corso della mattinata di oggi, 11 luglio.

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