Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca

Elezioni regionali e Pedemontana, Alfieri e il Pd comasco lanciano la sfida totale a Maroni

Il Pd lombardo-comasco ha lanciato stamattina in città la sfida totale al governatore della Lombardia, Roberto Maroni. Nel breve termine, sul caldissimo tema delle infrastrutture (Pedemontana e Tangenziale di Como in primis); a lungo raggio, già...

Inevitabile che il tema delle infrastrutture la facesse da padrone. "Maroni ha gestito e sta gestendo in maniera pessima il caso Pedemontana - ha attaccato Alfieri - Non sappiamo ancora se e come la Pedemontana verrà realizzata tutta, intanto si chiede di pagare il pedaggio più alto d'Italia per la Tangenziale di Como per cui manca anche il progetto di completamento a dispetto degli annunci del governatore. Maroni deve metterci la faccia e risolvere i problemi sul tavolo perché è lui che ha in mano la partita e gli strumenti per dare risposta ai territori che hanno subito pesanti impatti ambientali ma che almeno devono avere i benefici delle nuove strade".

Anche il consigliere regionale comasco, Luca Gaffuri, ha toccato il tema della mobilità. "Sul fronte ferroviario l'anno prossimo arriverà l'Alptransit a Chiasso ma la tratta da Chiasso a Monza è identica da decenni e ospiterà un treno merci ogni 12 minuti, con il rischio del collasso del sistema. Sul fronte di Pedemontana e Tangenziale - ha aggiunto - la verità è che in corso una guerrra tra Società Autostrade e Pedemontana per avere più traffico sulle rispettive strade, con la Regione che assiste senza risolvere i problemi e senza svolgere il ruolo di regia che le spetta, facendone fare le spese ai cittadini". davRispetto alle numerose volte in cui Maroni ha chiamato in causa il governo sia per il pedaggio sia per il completamento del secondo lotto della Tangenziale di Como - su cui, peraltro, il 5 novembre il governatore leghista ha garantito la disponibilità dei circa 800 milioni disponibili pur avendo proprio il Pirellone stralciato dai documenti urbanistici il tracciato originario del percorso - la deputata comasca Chiara Braga ha accusato Maroni di "voler ributtare la palla verso il governo dopo mesi di silenzio, ma questo segna ancora una volta il fallimento del tanto rivendicato federalismo istituzionale visto che alla fine, di fronte alle difficoltà, ci si appella sempre al livello nazionale. Ora Maroni può fare una cosa sola: dire con chiarezza l'elenco delle priorità infrastrutturali per la Lombardia e indicare a che punto mette seriamente la Tangenziale di Como e la Pedemontana". davStrade e autostrade a parte, pochissime le parole concesse dal segretario regionale del Pd, Alessandro Alfieri, sul clima incandescente in casa dem per la sfida tra Angelo Orsenigo e Riccardo Gagliardi per l'elezione del nuovo segretario provinciale. Unica concessione, una tiratina d'orecchi a Gagliardi che aveva citato espressamente Alfieri tra le voci favorevoli all'indizione di un congresso vero e proprio, che invece non si terrà (deciderà l'assemblea provinciale a maggioranza).

"Una regola che i dirigenti farebbero meglio a sapere è che non si tira la giacchetta al coordinatore - ha affermato Alfieri - Il percorso individuato per la scelta del nuovo segretario provinciale è contemplata nello statuto, che dice che si va in assemblea per trovare una soluzione. Poi, se un territorio vuole fare il congresso, lo può fare. In questo caso (che, come detto, non vedrà alcun congresso ndr), comunque, troveremo la soluzione migliore per dare a tutti la possibilità di dire la propria sul partito e su chi lo guiderà".

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