Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Elezioni 2017, il Pd prova il grande colpo: proposta a Barbara Minghetti

Il tentativo è in atto, è reale e il suo esito dipende (quasi) unicamente dalla volontà della diretta interessata, che è la numero uno del Teatro Sociale di Como, Barbara Minghetti. Su di lei, infatti, negli ultimi giorni si sono fortemente...

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Il tentativo è in atto, è reale e il suo esito dipende (quasi) unicamente dalla volontà della diretta interessata, che è la numero uno del Teatro Sociale di Como, Barbara Minghetti. Su di lei, infatti, negli ultimi giorni si sono fortemente concentrate le attenzioni del Partito Democratico di Como in vista delle elezioni del prossimo anno. E su di lei saranno i massimi vertici istituzionali dei dem, a partire dalla deputata Chiara Braga, a tentare l'opera di convincimento per la candidatura a sindaco nella primavera 2017.

L'idea pare sia nata da un cosiddetto "caminetto", una di quelle riunioni informali ma sovente molto più pesanti di quelle ufficiali del partito, durante la quale sarebbero risultate convergenti le volontà di tentare il grande colpo da parte di Braga, del consigliere regionale Luca Gaffuri, del segretario cittadino Stefano Fanetti e presumibilmente anche del segretario provinciale Angelo Orsenigo. Pare, addirittura, che sia previsto a breve un incontro tra i big comaschi del Pd e Barbara Minghetti per capire se la presidente di Aslico - da più parti comunque descritta come mai così tentata dal "grande salto" in politica - sia intenzionata o meno ad accettare la proposta di candidatura. Impossibile fare previsione certe, poiché il faccia a faccia non risulta ancora essersi ancora svolto pur potendo diventare realtà già nei prossimi giorni.

Di sicuro un eventuale sì o no di Minghetti potrebbe orientare anche la scelta del Pd (già non più granitica come qualche settimana fa) sulla realizzazione o meno delle primarie per la scelta dell'aspirante successore di Mario Lucini a Palazzo Cernezzi. Non è da escludere che l'eventuale accettazione della candidatura possa mettere fine anticipatamente, in caso di via libera dell'interessata, alla "corsa interna" al centrosinistra per la designazione del pretendente alla fascia tricolore, anche se (come accaduto a Milano con Beppe Sala) la disponibilità di un nome di prestigio non sarebbe uno stop automatico alle primarie.

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