menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Fabio, prima vittima di piazza Roma: "Ho chiuso, ucciso dal Comune e dalla Ztl"

Fabio, prima vittima di piazza Roma: "Ho chiuso, ucciso dal Comune e dalla Ztl"

Piazza Roma, il figlio deforme della ragion di Stato e gli otorinolaringoiatri

Editoriale - Bastava ammettere l'errore sui tempi. Anche senza tornare indietro, in ossequio alle eterne leggi della politica che non scopriamo né oggi né tantomeno soltanto a Como. In fondo, è tutta qui la vicenda di piazza Roma e della sua...

Editoriale - Bastava ammettere l'errore sui tempi. Anche senza tornare indietro, in ossequio alle eterne leggi della politica che non scopriamo né oggi né tantomeno soltanto a Como. In fondo, è tutta qui la vicenda di piazza Roma e della sua pedonalizzazione. Questo - al netto delle legittime opinioni di ciascuno - è ciò che è mancato alla giunta di Palazzo Cernezzi, a partire dal sindaco Mario Lucini, dall'assessore Daniela Gerosa e dal collega Lorenzo Spallino. Ossia i 3 principali artefici-sostenitori della chiusura al traffico della piazza nel settembre 2013, dell'eliminazione del parcheggio a rotazione e della consegna ai residenti degli stalli gialli.

Bastavano un tocco di umanità e di umilità. Bastava dire questo: "Crediamo che restituire un ampio spicchio di centro storico ai pedoni, nell'ambito di una visione diversa dalla città rispetto al passato, sia un'azione giusta, doverosa e da perseguire fino in fondo perché ci crediamo fortemente in un'ottica di sviluppo futuro. Ma effettivamente la chiusura brutale della piazza due anni prima che la riqualificazione cominci è stata un errore. O comunque è nata da una sottovalutazione degli effetti connessi". Certo, l'orgoglio del politico forse ne sarebbe uscito intaccato di un millimetro. Forse la linea del "decidiamo noi, punto" che l'esecutivo di centrosinistra ha applicato su ogni materia sin dal 2012 sarebbe stata leggermente increspata. Ma avrebbe forse aiutato a riannodare il filo strappato - che a questo punto appare volutamente tagliato - con un piccolo drappello di cittadini e lavoratori che, semplicemente, si sentono il nulla di fronte a un potere monolitico e inscalfibile. Che ripete in perfetta sincronia: "A posto così". Ne è nato l'ennesimo, classicissimo e deforme figlio della "ragion di Stato". Immobilizzato da se stesso.

piazza-roma-9mar15-1Il torto di non riconoscere una realtà solare agli occhi di chiunque, poi, appare persino doppio nel caso di piazza Roma. Per esempio perché del sindaco si potrà dire tutto, ma non che non sia persona di spessore umano e che non abbia l'umilità (persino eccessiva, talvolta) tra le sue doti. Sì, qualcuno starà balzando sulla sedia. Ma nel ferreo distinguo dei ruoli politico-giornalista, permetteteci di dire che - se non altro per la frequentazione quotidiana del Palazzo - un minimo l'uomo Lucini lo conosciamo. E se fosse stato all'opposizione - ma forse, in cuor suo, in qualunque posizione, anche quella attuale - le richieste di aiuto provenienti dalle attività lo avrebbero coinvolto, interessato, mosso dentro. In onestà: non riusciamo a credere che non accada anche oggi.

matteo-fulvia-piazza-roma Tutto questo per dire una cosa: no, nel raccogliere e amplificare le storie e le difficoltà di baristi, artisti, giovani commercianti di piazza Roma, qui non si intende "andare addosso alla giunta". Certo, è facile ghettizzare come "il popolo dei no" chi non si adegua a braghe calate al bastone del comando o alla melliflua stampa mainstream. E che i Portici Plinio siano infinitamente più valorizzati oggi di prima, nella giungla dei bus, non lo si potrebbe negare nemmeno sotto tortura: è un dato oggettivo. Ma poi, quando si leggono frasi come "piazza Roma è sempre stata un deserto, di cosa ci si lamenta?", ci si rincuora. O, quantomeno, si è felici di ragionare in maniera differente rispetto a chi, visto che una situazione era difficile di per sé, non vede come un problema un provvedimento che la peggiora ulteriormente anche se "solo" per 2 anni. Questi sì che sono ideologismi. Tornando daccapo, quando piazza Roma - più o meno tra una decina di mesi, quando ne saranno passati 26 dalla chiusura alle auto - sarà riqualificata e restituita più bella e fruibile alla città, chi scrive sarà in prima fila a descrivere il passo in avanti, se ci sarà davvero. Senza imbarazzi, senza preconcetti. Oggi, nel mezzo del guado, quel piccolo punto di mondo è però una paludosa terra di mezzo in cui persone degnissime e - credeteci - scevre da qualsiasi acrimonia aprioristica verso la giunta di Como, denuncia grandi difficoltà o, addirittura, chiude le serrande. Troviamo normale dar loro voce. Avremmo trovato normale dar voce anche a un qualsiasi contributo alternativo. Ma servirebbero formidabili otorinolaringoiatri per cavare qualche sillaba - di qualunque provenienza politico-partitica - a molti rappresentanti del popolo seduti in Comune in questo mandato.

E siamo all'inizio. Bastava ammettere l'errore sui tempi. Anche senza tornare indietro. Bastava essere più umani, forse.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Economia

Le 'gonne ruffiane' made in Como conquistano New York

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

QuiComo è in caricamento